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Fragolina di bosco: varietà, coltivazione e raccolta
Fragolina di bosco, un nome che evoca passeggiate tra sentieri ombreggiati e il profumo intenso di quei piccoli frutti rossi nascosti tra le foglie del sottobosco. Se anche tu hai provato almeno una volta l'emozione di raccoglierne una e assaporarne il gusto inconfondibile, sai bene perché questa pianta conquista chiunque la conosca. La buona notizia? Non serve un bosco per coltivarla. La fragolina di bosco cresce con sorprendente facilità sia in giardino che in vaso sul balcone, regalando raccolti profumati dalla primavera fino all'autunno.
In questa guida completa ti accompagniamo alla scoperta di tutto ciò che serve sapere sulla Fragaria vesca: dalle varietà migliori da scegliere (come la celebre Regina delle Valli) ai segreti per una coltivazione rigogliosa, fino ai consigli pratici per una raccolta al momento giusto. Che tu abbia un orto, un piccolo giardino o semplicemente un terrazzo soleggiato, qui troverai le informazioni per trasformare qualche piantina in una produzione abbondante di piccoli frutti dal sapore indimenticabile.


Cos'è la fragolina di bosco
La fragolina di bosco (Fragaria vesca L., 1753) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Rosaceae, classificata da Linneo nel suo celebre Species Plantarum. Il nome del genere Fragaria deriva dal latino fragrans (fragrante) — o secondo alcune fonti dal sanscrito ghra, che significa fragranza — mentre l'epiteto specifico vesca si riferisce alla consistenza molle e tenera del frutto.
Come ben saprai, quando parliamo di "fragola" pensiamo spesso alle grosse fragole del supermercato: quelle però appartengono a una specie completamente diversa, la Fragaria × ananassa, un ibrido ottoploide nato dall'incrocio di specie americane portate in Europa nel XVI secolo. La fragolina di bosco, al contrario, è la fragola selvatica autoctona europea, una specie diploide a 14 cromosomi, con frutti decisamente più piccoli ma dal sapore dolce e dall'aroma incomparabilmente più ricco e penetrante.
Dal punto di vista morfologico, la pianta si presenta con un portamento eretto e compatto, raggiungendo un'altezza di 15-25 cm. La radice rizomatosa molto ramificata porta una rosetta di foglie trifogliate — ciascuna composta da tre foglioline obovate con margine dentato e picciolo ricoperto di peluria — da cui si dipartono lunghi stoloni striscianti che radicano ai nodi e permettono alla pianta di colonizzare il terreno circostante formando fitte colonie. I fiori, piccoli e delicati, hanno cinque petali bianchi e compaiono dalla primavera in poi.
Curiosità che pochi conoscono: quella che chiamiamo "fragolina" dal punto di vista botanico è un falso frutto (conocarpo). La parte rossa e carnosa che mangiamo è in realtà il ricettacolo fiorale ingrossato, mentre i veri frutti sono gli acheni, quei minuscoli "semini" distribuiti sulla superficie esterna.
In natura la fragolina di bosco cresce spontanea in tutta Europa — dai boschi e le radure alle zone erbose — dal livello del mare fino a circa 1.800 metri di quota. In Italia è presente praticamente ovunque, dal Piemonte alla Sicilia, adattandosi a contesti ambientali molto diversi tra loro. Si narra che le sue origini d'uso risalgano addirittura al Neolitico (circa 10.000 anni fa), e lo stesso Linneo la soprannominò beneficio degli dei, dopo essere guarito da una grave forma di gotta proprio grazie ai suoi frutti.
Le migliori varietà di fragolina di bosco
Prima di mettere le mani nella terra, vale la pena dedicare un momento alla scelta della varietà giusta. Di Fragaria vesca esistono numerosi biotipi, ciascuno con caratteristiche peculiari che lo rendono più o meno adatto al tuo contesto climatico, allo spazio disponibile e al risultato che desideri ottenere.
La distinzione fondamentale da conoscere è quella tra varietà rifiorenti (o bifere), che producono in modo continuo dalla primavera all'autunno inoltrato, e varietà unifere (dette anche "a giorno corto"), che concentrano la fruttificazione in un unico raccolto estivo. Per chi coltiva in giardino o sul balcone e desidera raccogliere fragoline il più a lungo possibile, le varietà rifiorenti sono senza dubbio la scelta più appagante.
Regina delle Valli
La Regina delle Valli è in assoluto la varietà di fragolina di bosco più conosciuta e coltivata, tanto nell'ambito amatoriale quanto nella produzione professionale. Si tratta di una varietà rifiorente dall'aroma inconfondibile, caratterizzata da una pianta vigorosa, rustica e molto sana che garantisce un ciclo precoce e una produzione continua e abbondante fino ai primi geli.
I frutti sono piccoli — ma di dimensioni generose se confrontati con le fragoline selvatiche — con una bacca allungata, colore rosso intenso tendente allo scuro e una polpa soffice che si scioglie in bocca. Il profumo è quello classico e inconfondibile della fragolina di bosco, il che la rende ideale per dolci, marmellate e confetture gourmet.
Elemento da non trascurare: la Regina delle Valli presenta un forte accestimento ma, a differenza di molte fragoline selvatiche, non produce stoloni. Si riproduce quindi per seme o per divisione dei cespi. È coltivata soprattutto nelle regioni settentrionali, dove trova condizioni climatiche ottimali.
Alexandria
L'Alexandria è spesso considerata un clone molto simile alla Regina delle Valli, con cui condivide la natura bifera e l'intensità aromatica. È un piccolo arbusto perenne alto circa 15-20 cm, che sviluppa fiori bianchi o bianco-rosati in primavera e tarda estate, con una doppia fruttificazione concentrata nei mesi di aprile-maggio e poi di nuovo in settembre-ottobre.
Predilige luoghi freschi, ombreggiati o semi-ombreggiati e non teme il freddo: anche con inverni particolarmente rigidi la parte aerea della pianta può disseccare completamente, ma si svilupperà senza problemi la primavera successiva. Un aspetto che la rende particolarmente adatta alla coltivazione nelle zone alpine e prealpine del Piemonte.
Alpine
Se cerchi una varietà particolarmente produttiva, l'Alpine merita attenzione. Coltivata soprattutto nelle regioni meridionali, si distingue per un frutto di forma tondo-conica e una colorazione più omogenea rispetto alla Regina delle Valli.
Attenzione però: l'Alpine non emette stoloni e si riproduce esclusivamente per seme, risultando anche meno rustica rispetto alle varietà settentrionali. Se vivi in un'area dal clima mite e sei disposto a partire dalla semina, può regalarti raccolti molto soddisfacenti.
Yellow Wonder e White Soul
Ti starai chiedendo: esistono fragoline di bosco che non siano rosse? La risposta è sì, e sono due varietà che meritano un posto speciale nell'orto o sul balcone.
La Yellow Wonder produce frutti di colore giallo-bianco dal gusto sorprendentemente dolce e dalla forma allungata. È una pianta non stolonifera, vigorosa e resistente al freddo, con un vantaggio pratico non da poco: il colore chiaro dei frutti non attira gli uccelli, riducendo drasticamente le perdite di raccolto. Inoltre, tende a fruttificare anche nei periodi di caldo intenso, quando le altre varietà rallentano la produzione.
La White Soul è invece una fragolina a frutto bianco con un caratteristico profumo di miele che la rende unica nel panorama delle Fragaria vesca. Presenta una fruttificazione più precoce rispetto alle altre varietà e produce abbondantemente dalla primavera all'autunno. Entrambe queste varietà sono perfette per creare contrasti di colore affascinanti in aiuola o fioriera.
Altre varietà degne di nota
Il panorama varietale comprende anche cultivar di interesse storico e collezionistico: il Baron Solemacher (Germania, 1935), la Rügen — considerata il primo cultivar moderno, senza stoloni, rifiorente e a frutto grande, introdotta nel 1920 — e alcune varietà autoctone italiane come la Petina e la Ribera (quest'ultima di origine siciliana). Per completezza, vale la pena menzionare anche la Fragaria moschata, una specie affine alla fragolina di bosco ma con frutto leggermente più grande e un caratteristico gusto moscato.
Come coltivare la fragolina di bosco
Coltivare la fragolina di bosco è più semplice di quanto potresti immaginare. Si tratta di una pianta rustica e adattabile, che non richiede competenze particolari ma premia chi le offre le condizioni giuste. Il segreto? Ricreare, per quanto possibile, l'ambiente fresco e ombreggiato del sottobosco da cui proviene.
Terreno ideale e esposizione
Il terreno perfetto per la fragolina di bosco deve essere sciolto, ben drenato e ricco di sostanza organica, con un pH ottimale compreso tra 5,5 e 6,5 (quindi leggermente acido o sub-acido). Sono da evitare i terreni calcarei e quelli troppo compatti o argillosi, che trattengono l'acqua e favoriscono i temuti ristagni idrici — il nemico numero uno di questa pianta. Se il tuo terreno è pesante, puoi migliorarlo incorporando sabbia, torba e compost maturo.
Per quanto riguarda l'esposizione, la fragolina di bosco predilige la mezz'ombra, proprio come nel suo habitat naturale. Un minimo di 4-5 ore di luce diretta al giorno è sufficiente per garantire una buona produzione. Le varietà non rifiorenti tollerano anche il pieno sole, ma le rifiorenti — come la Regina delle Valli — danno il meglio di sé con un po' di ombreggiatura pomeridiana, soprattutto nelle zone dove le estati sono particolarmente calde.
Piccolo segreto: le temperature ideali si collocano tra i 12 e i 25°C, ma la pianta è decisamente resistente al freddo e può sopportare anche temperature di -10°C. In caso di inverni particolarmente rigidi, la parte aerea può disseccare completamente, ma la pianta ripartirà senza problemi alla primavera successiva. Una protezione con paglia durante le gelate più severe è comunque una buona pratica.
Semina e messa a dimora
Hai due strade per iniziare la tua coltivazione: partire dal seme oppure da piantine già formate.
La semina si effettua in semenzaio tra gennaio e febbraio, oppure direttamente in pieno campo da marzo a maggio, quando la temperatura si stabilizza tra i 13 e i 20°C. Un buon metodo per migliorare la germinazione è la stratificazione fredda: conserva i semi in frigorifero per 2-4 settimane prima della semina, simulando così il periodo invernale che in natura precede la germinazione primaverile. La semina richiede più pazienza, ma è l'unica opzione per le varietà non stolonifere come Alpine o Yellow Wonder.
Se preferisci risultati più rapidi, la messa a dimora di piantine già radicate è la scelta migliore. Il periodo ideale è la primavera per le varietà rifiorenti e l'autunno per le unifere. Le distanze d'impianto consigliate sono:
- 20-35 cm tra una pianta e l'altra sulla fila
- 80-125 cm tra le file (a seconda che si scelga la fila semplice o doppia)
Un dettaglio che fa la differenza: il colletto della pianta deve restare perfettamente a livello della superficie del terreno — né troppo interrato, né esposto — per prevenire malattie alle radici e al fusto. Subito dopo l'impianto, applica una buona pacciamatura con paglia, juta o teli protettivi e per pacciamatura: manterrà l'umidità, terrà lontane le erbacce e impedirà ai frutti di toccare il terreno umido.
Irrigazione e concimazione
Le annaffiature devono essere regolari ma moderate: la fragolina di bosco ama il terreno fresco e umido, ma non tollera in alcun modo i ristagni idrici. La regola d'oro è bagnare sempre la base della pianta, mai le foglie, per ridurre il rischio di malattie fungine. In estate, quando le temperature salgono, aumenta la frequenza ma senza eccedere nelle quantità. Se ti piacciono i trucchetti pratici, usa un innaffiatoio a pioggia per simulare la delicata pioggia del sottobosco — nel nostro shop trovi tutti gli accessori per l'irrigazione più adatti.
Per la concimazione, un intervento mensile con concime organico completo (stallatico maturo o compost) è sufficiente durante la stagione vegetativa. Per chi desidera un approccio più strutturato, da primavera ad autunno si può concimare ogni 2-3 settimane con un fertilizzante a lenta cessione bilanciato in azoto, fosforo e potassio, sostenendo così fioritura, fruttificazione e l'accumulo di riserve energetiche per la stagione successiva. Puoi trovare i concimi per giardino più indicati nel nostro catalogo.
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Coltivare la fragolina di bosco in vaso sul balcone
Non hai un giardino? Nessun problema. La coltivazione in vaso della fragolina di bosco è non solo possibile ma addirittura consigliata per diversi motivi: puoi controllare il terriccio, le annaffiature e l'esposizione con precisione, e al contempo riduci drasticamente i problemi con lumache, erbacce e marciumi radicali.
Per partire col piede giusto, scegli un vaso da almeno 20-25 cm di profondità con fori di drenaggio adeguati. Sul fondo colloca uno strato drenante di argilla espansa o pomice, poi riempi con un mix di terriccio universale, torba e corteccia, che ricrei la leggerezza e la fertilità del suolo del sottobosco. Ogni pianta ha bisogno di circa due litri di terriccio per svilupparsi al meglio.
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L'esposizione ideale sul balcone prevede sole nelle ore del mattino e ombra nelle ore più calde del pomeriggio — le fragoline soffrono il caldo intenso e diretto più che il freddo. La concimazione in vaso deve essere leggera ma costante: in un volume di terra limitato i nutrienti si esauriscono più rapidamente che in piena terra.
Attenzione: in inverno è opportuno proteggere le piante dal gelo più intenso avvolgendo i vasi con tessuto non tessuto o spostandoli in un angolo riparato del terrazzo. La pianta è rustica e sopravviverà senza problemi, ma in vaso il terriccio può gelare completamente, danneggiando le radici.
Le soluzioni creative non mancano: fioriere rettangolari da appendere alla ringhiera, vasi con tasche laterali, strutture verticali. Se vuoi qualche idea in più, leggi la nostra guida su come creare un giardino in poco spazio. La fragolina di bosco è anche una splendida pianta ornamentale, con le sue foglie verde brillante, i fiorellini bianchi e i piccoli frutti rossi pendenti — perfetta per rendere produttivo e bello il tuo spazio esterno, anche il più ridotto.
Come si riproduce la fragolina di bosco
La fragolina di bosco può essere moltiplicata attraverso tre metodi principali, ciascuno con i propri vantaggi.
La propagazione per stoloni è il sistema più rapido e naturale. La pianta madre emette stoloni striscianti che, toccando il terreno, radicano autonomamente ai nodi e generano nuove piantine geneticamente identiche. Una volta che la nuova piantina ha sviluppato un apparato radicale sufficiente, puoi separarla dalla pianta madre e trapiantarla. Questo meccanismo è anche ciò che rende la fragolina un'eccellente tappezzante in giardino, ma richiede un po' di gestione: se non controlli gli stoloni, la pianta può diventare invasiva e colonizzare aree che non avevi previsto. La pulizia regolare degli stoloni in eccesso rientra tra le cure colturali ordinarie.
Attenzione: non tutte le varietà emettono stoloni. La Regina delle Valli, l'Alpine, la Yellow Wonder e la White Soul sono tutte non stolonifere o debolmente stolonifere, e si riproducono principalmente per seme o per divisione dei cespi.
La riproduzione per seme richiede più pazienza — la germinazione è lenta e i semi beneficiano di una stratificazione fredda — ma è l'unica via per le varietà prive di stoloni ed è il metodo più indicato se vuoi partire da zero senza acquistare piantine.
La divisione dei cespi consiste nel dividere una pianta adulta in più porzioni, ciascuna dotata di radici e gemme, preferibilmente a fine inverno o inizio primavera. È un metodo veloce e con un alto tasso di successo.
Un consiglio importante: resisti alla tentazione di prelevare stoloni o piantine direttamente dal bosco. Oltre a essere una pratica che rischia di danneggiare l'ecosistema naturale, le piante selvatiche potrebbero portare con sé malattie o parassiti. Meglio partire da semi certificati o piantine acquistate da un vivaio affidabile.
Quando e come raccogliere le fragoline di bosco
Arrivato a questo punto, eccoci alla fase più gratificante: la raccolta. Il calendario varia in base alla varietà scelta: le unifere concentrano la fruttificazione tra aprile e l'inizio dell'estate, mentre le rifiorenti (come la Regina delle Valli o l'Alexandria) garantiscono una produzione continua dalla primavera fino ai primi geli autunnali.
Un aspetto fondamentale da comprendere è che la maturazione delle fragoline di bosco è scalare: i frutti non maturano tutti insieme, ma in tempi diversi sulla stessa pianta. Questo significa che la raccolta va effettuata con regolarità, idealmente ogni 2-5 giorni a seconda delle temperature (più fa caldo, più rapidamente maturano).
Come riconoscere il momento perfetto? Il frutto deve essere completamente colorato — rosso intenso per le varietà classiche, giallo o bianco per Yellow Wonder e White Soul — e leggermente morbido al tatto. La tecnica corretta consiste nello staccare delicatamente la fragolina con il suo piccolo peduncolo, senza schiacciare la polpa. I frutti sono estremamente delicati e si deteriorano in pochissimo tempo: vanno consumati freschi il prima possibile o destinati alla trasformazione (marmellate, sciroppi, dolci) entro poche ore dalla raccolta. È proprio questa fragilità il motivo per cui le fragoline di bosco non si trovano praticamente mai nei supermercati.
Non trascurare nemmeno le foglie: possono essere raccolte e utilizzate per preparare infusi dalle proprietà benefiche, una tradizione che affonda le rad ici nell'erboristeria popolare.
Quanto dura un impianto? La durata produttiva si aggira sui 2-3 anni, con i risultati migliori generalmente al primo anno. Dopo il terzo anno è consigliabile rinnovare le piantine per mantenere alto il livello di produttività.
Malattie e parassiti della fragolina di bosco
La fragolina di bosco è una pianta generalmente sana e rustica, ma come tutti i vegetali può essere soggetta ad alcune problematiche che è bene conoscere per intervenire tempestivamente.
Malattie fungine principali
L'oidio (comunemente chiamato mal bianco) è la malattia fungina più frequente. Si manifesta con macchie pulverulente di colore grigio-biancastro sulle foglie, che prima ingialliscono e poi si seccano progressivamente. A differenza di quanto si potrebbe pensare, l'oidio può svilupparsi anche in assenza di forte umidità e con temperature relativamente basse, il che lo rende insidioso.
La botrite (o muffa grigia, causata dal fungo Botrytis cinerea) colpisce invece prevalentemente i frutti, provocandone il marciume. Si sviluppa tipicamente quando le bagnature sono prolungate e la temperatura media supera i 15°C. Per prevenirla è essenziale non bagnare mai le foglie e i frutti durante l'irrigazione, mantenere una buona circolazione d'aria tra le piante, utilizzare la pacciamatura per evitare il contatto tra frutti e terreno umido e rimuovere immediatamente i frutti danneggiati.
Parassiti comuni e difesa biologica
Tra i parassiti più comuni troviamo gli afidi, controllabili efficacemente con preparati naturali a base di aglio o sapone potassico, le lumache e le limacce (la pacciamatura è una buona prima linea di difesa) e gli acari, che richiedono un monitoraggio regolare delle pagine inferiori delle foglie. Sul nostro shop puoi trovare una selezione di antiparassitari bio efficaci e sicuri per le colture destinate al consumo fresco.
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Dato che le fragoline si consumano fresche e spesso direttamente dalla pianta, l'approccio alla lotta biologica è non solo consigliato ma quasi d'obbligo: evitare pesticidi chimici significa garantirsi frutti sicuri e mantenere l'ecosistema del giardino in equilibrio. La migliore prevenzione resta quella agronomica: piante sane all'acquisto, terreno ben preparato e sciolto, colletto a livello del suolo, nessun ristagno idrico e pacciamatura adeguata.
Proprietà nutrizionali e usi in cucina
Le fragoline di bosco non sono soltanto un piacere per il palato: nascondono un vero e proprio concentrato di sostanze benefiche per l'organismo. Con appena circa 30 kcal per 100 grammi, rappresentano uno snack leggero e allo stesso tempo ricchissimo dal punto di vista nutrizionale.
Tra i nutrienti più rilevanti spiccano la vitamina C (presente in concentrazioni superiori rispetto alle fragole coltivate, essenziale per il sistema immunitario e la sintesi del collagene), il potassio, il magnesio, il fosforo, il ferro e il calcio. A questi si aggiunge un componente peculiare: l'acido salicilico, che conferisce alla fragolina proprietà antinfiammatorie naturali.
Ma il vero punto di forza risiede nei composti bioattivi: gli antociani e i flavonoidi (potenti antiossidanti che contrastano lo stress ossidativo), l'acido ellagico (un polifenolo studiato per le sue potenziali proprietà anticancerogene) e le fibre solubili, che migliorano la salute intestinale e contribuiscono a regolare la glicemia. Le proprietà tradizionali riconosciute alla fragolina di bosco includono un'azione depurativa, diuretica e antianemiche — non a caso nella medicina popolare veniva impiegata anche per il trattamento della gotta e dei disturbi gastrointestinali.
Anche le foglie e le radici della pianta contengono principi attivi interessanti (olii essenziali, tannini e flavoni) e vengono utilizzate in erboristeria per la preparazione di tisane e infusi.
In cucina, le fragoline di bosco sono un ingrediente prezioso e versatile. Il modo migliore per gustarle — e per preservarne intatte le proprietà — è il consumo fresco, magari raccolte direttamente dalla pianta. Ma le possibilità non si fermano qui:
- Marmellate e confetture gourmet dall'aroma irresistibile
- Sciroppi, gelatine e glasse per la guarnizione di torte e dessert
- Farcitura e decorazione in pasticceria (sono amatissime dagli chef professionisti)
- Abbinamento con insalate, piatti di carne e pesce per un tocco di freschezza
- Aromatizzazione di bevande, liquori e creme — scopri ad esempio la nostra ricetta della grappa alle fragoline di bosco o del liquore ai frutti di bosco
Il sapore intenso e concentrato della fragolina di bosco la rende insostituibile in tutte quelle preparazioni dove la fragola coltivata risulterebbe troppo acquosa o poco aromatica.
La fragolina di bosco nel tuo giardino: da dove iniziare
Ora che hai a disposizione tutte le informazioni necessarie, non ci resta che passare dalla teoria alla pratica. La fragolina di bosco è una pianta che ripaga abbondantemente ogni piccola attenzione: poche cure mirate — un terreno soffice e drenato, un'esposizione a mezz'ombra, annaffiature costanti ma leggere e una buona pacciamatura — sono sufficienti per ottenere una produzione generosa e prolungata nel tempo.
Che tu scelga la classica Regina delle Valli per il suo aroma senza pari, l'Alpine per la sua produttività, o la sorprendente Yellow Wonder per il suo frutto dorato, stai per aggiungere al tuo spazio verde uno dei piccoli frutti più appaganti da coltivare.
Se stai cercando le piantine giuste per iniziare, nel nostro vivaio online puoi trovare una selezione di piante da frutta pronte per il trapianto, insieme a terricci, concimi e tutto il necessario per avviare la tua coltivazione con il piede giusto. E se hai bisogno di una mano per progettare un angolo di frutti di bosco nel tuo giardino a Torino e in tutto il Piemonte, il nostro team di giardinieri professionisti è a tua disposizione per trasformare l'idea in realtà. Se coltivi anche alberi da frutto, dai un'occhiata al nostro calendario per la potatura degli alberi da frutto.
Domande frequenti sulla fragolina di bosco
Le fragole di bosco sono velenose?
No, le fragoline di bosco (Fragaria vesca) non sono velenose né tossiche: sono perfettamente commestibili, consumate dall'uomo fin dal Neolitico e apprezzate per il loro elevato contenuto di vitamina C, antiossidanti e sali minerali.
Come riconoscere le fragoline di bosco commestibili?
La vera fragolina di bosco si riconosce per i fiori bianchi a cinque petali, il frutto di forma allungata dal profumo intenso e rivolto verso il basso, a differenza della fragola matta (Potentilla indica) che presenta fiori gialli, frutti tondi rivolti verso l'alto e completamente privi di sapore e profumo.
Qual è la fragola non commestibile?
La cosiddetta fragola matta (Potentilla indica), detta anche falsa fragola, è una pianta di origine asiatica introdotta in Europa nell'Ottocento attraverso l'Orto Botanico di Torino: il suo frutto rosso e tondeggiante non è tecnicamente tossico ma risulta insapore e il consumo in quantità può provocare disturbi gastrointestinali.
Come lavare le fragole di bosco?
Le fragoline di bosco vanno lavate solo immediatamente prima del consumo, immergendole brevemente in una ciotola d'acqua fredda senza lasciarle in ammollo (per non comprometterne il sapore e la consistenza delicata), e poi asciugandole con delicatezza su un canovaccio pulito.
Chi deve evitare di mangiare le fragole?
Le fragole (comprese le fragoline di bosco) vanno evitate da chi soffre di allergia accertata alle proteine della famiglia delle Rosaceae — con possibile cross-reattività verso lamponi, more e ciliegie — e dai bambini sotto l'anno di età, mentre chi assume farmaci anticoagulanti dovrebbe consultare il proprio medico per la presenza di acido salicilico nel frutto.