Piante per biopiscine: se stai progettando una piscina naturale, probabilmente ti starai chiedendo quali specie acquatiche scegliere per ottenere un'acqua cristallina senza ricorrere a prodotti chimici. La scelta delle piante acquatiche rappresenta infatti uno degli aspetti più delicati nella realizzazione di una biopiscina, perché non si tratta semplicemente di un fatto estetico. Ogni specie svolge un ruolo preciso all'interno dell'ecosistema acquatico e sbagliare significa ritrovarsi con alghe, acqua torbida e un sistema che non funziona.
In questa guida completa scoprirai quali sono le migliori piante per biopiscine, come sceglierle in base al clima e alle caratteristiche del tuo giardino, e soprattutto quali errori evitare per non compromettere l'intero progetto. Ti anticipiamo subito una cosa: noi di Quadrifoglio Garden abbiamo sviluppato un approccio innovativo che combina filtri biologici avanzati con un uso delle piante puramente estetico, eliminando la necessità di dedicare ampi spazi alla fitodepurazione tradizionale. Ma andiamo con ordine.


A cosa servono le piante in una biopiscina
Prima di entrare nel dettaglio delle singole specie, è fondamentale comprendere perché le piante acquatiche sono tradizionalmente considerate il cuore pulsante di una biopiscina. Il processo che le rende così importanti si chiama fitodepurazione: in pratica, le piante assorbono attraverso le loro radici i nutrienti e le sostanze inquinanti presenti nell'acqua, come nitrati e fosfati, contribuendo a prevenire la crescita delle alghe e mantenendo l'equilibrio biologico necessario per un'acqua pulita.
Ma il ruolo protagonista, in realtà, non è delle piante in sé. Sono i batteri benefici (quelli che possiamo chiamare "batteri buoni") a svolgere la vera funzione depurativa, e le piante rappresentano semplicemente l'habitat ideale per la loro proliferazione. Nei laghetti di fitodepurazione si cerca di riprodurre l'ambiente naturale sfruttando le proprietà biologiche delle piante acquatiche, dove ogni specie ha una funzione ecologica specifica.
A questo proposito, è importante distinguere tra due categorie: le piante leader, che hanno un'azione concreta di rigenerazione dell'acqua, e le piante accompagnatrici, il cui valore è principalmente ornamentale. Capire questa differenza ti aiuterà a fare scelte più consapevoli quando dovrai selezionare le specie per la tua piscina naturale.
Detto questo, esistono oggi soluzioni moderne che permettono di ottenere gli stessi risultati senza dover necessariamente dedicare ampio spazio alle piante depurative. Noi di Quadrifoglio Garden utilizziamo sistemi di filtraggio biologico che replicano esattamente ciò che fanno le piante in natura, ospitando colonie di batteri buoni in filtri appositamente progettati. Ma di questo parleremo più avanti.
Le tre tipologie di piante per biopiscine
Le piante per biopiscine si dividono in tre grandi categorie, ciascuna con caratteristiche e funzioni ben precise. Conoscerle è il primo passo per progettare un sistema che funzioni davvero, o quantomeno per capire cosa stai cercando se vuoi aggiungere un tocco verde alla tua piscina naturale.
Piante palustri: le protagoniste della depurazione
Le piante palustri sono quelle che tengono le radici immerse nell'acqua mentre la parte aerea rimane emersa. Rappresentano le vere operaie della fitodepurazione perché lavorano in stretta simbiosi con i batteri aerobi che si trovano nei pressi delle loro radici.
Questi batteri riescono a degradare le sostanze organiche inquinanti, i batteri patogeni e addirittura i metalli pesanti. Le piante palustri, a loro volta, si nutrono di una parte delle sostanze disciolte in acqua e di quelle inorganiche prodotte dai batteri, creando un ciclo virtuoso di depurazione naturale.
La profondità di impianto ideale per queste specie va da 0 a 30 centimetri. Una caratteristica particolarmente interessante è che rilasciano ossigeno in profondità attraverso il loro apparato radicale, contribuendo a mantenere attivo il processo depurativo anche nelle zone meno esposte alla luce.
Piante sommerse e ossigenanti: il polmone della biopiscina
Le piante ossigenanti, dette anche sommerse, vivono completamente immerse nell'acqua e rappresentano il vero polmone della biopiscina. Non sono spettacolari dal punto di vista estetico, ma sono sicuramente le più utili: presenti in quantità sufficiente, assicurano un'acqua limpida.
Queste piante producono ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana, rilasciandolo direttamente nell'acqua. La loro superficie fogliare, inoltre, permette ai batteri benefici di insediarsi, aumentando l'efficacia depurativa dell'intero sistema. Un altro vantaggio importante è che contrastano rapidamente la formazione di alghe, competendo con esse per i nutrienti disponibili.
La profondità di impianto varia dai 30 ai 300 centimetri, a seconda della specie. Se fossero presenti in quantità ridotta, l'ossigeno sarebbe insufficiente, la crescita delle alghe verrebbe favorita e l'acqua diventerebbe verde. Se invece il loro numero fosse eccessivo, potrebbero soffocare la crescita di altre piante.
Ninfee e piante galleggianti: bellezza che protegge
Le ninfee e le altre piante galleggianti sono quelle che tutti riconoscono immediatamente: foglie e fiori sulla superficie dell'acqua, un'immagine da cartolina. Ma oltre al valore estetico innegabile, svolgono funzioni importanti per l'equilibrio della biopiscina.
La loro particolarità, a parte la naturale bellezza, è che sono essenziali per ombreggiare la superficie: limitando le radiazioni solari, l'acqua si mantiene più fresca e si riduce così la formazione di alghe. Le ninfee contribuiscono anche alla fitodepurazione, filtrando grandi quantità di acqua attraverso le radici, e tengono sotto controllo la temperatura ostacolando l'irraggiamento di buona parte della superficie.
La profondità di impianto ideale per le ninfee va dai 40 ai 90 centimetri dal rizoma. Durante il riposo vegetativo, se si sono moltiplicate eccessivamente, vanno diradate per evitare che soffochino le piante vicine.



Migliori piante palustri per la fitodepurazione
Arrivato a questo punto, probabilmente vorrai sapere quali sono le specie palustri più indicate per una biopiscina. Vediamole nel dettaglio.
Iris pseudacorus: il giaggiolo acquatico
L'Iris pseudacorus, conosciuto anche come giaggiolo acquatico o giglio giallo, è senza dubbio una delle piante più utilizzate per la fitodepurazione di biopiscine e laghetti. I motivi sono diversi e tutti validi.
Questa specie sviluppa radici molto lunghe che rilasciano ossigeno anche in profondità, caratteristica fondamentale per mantenere attivo il processo depurativo. I fiori gialli compaiono a maggio e le foglie, lunghe e nastriformi, possono raggiungere gli 80-120 centimetri di altezza. La profondità di impianto ideale va da 0 a 30 centimetri.
Un aspetto particolarmente interessante è che l'Iris pseudacorus mantiene una maggiore vitalità anche durante l'inverno, mentre la maggior parte delle altre piante palustri va a riposo. Questo significa che la fitodepurazione continua a funzionare anche nei mesi più freddi, seppur a ritmo ridotto.
Attenzione però: la specie botanica è molto invasiva. Nei laghetti piccoli è meglio coltivarla in vaso per controllarne l'espansione, tagliando regolarmente le radici e dividendola ogni due o tre anni.
Caltha palustris e Pontederia cordata
La Caltha palustris, nota anche come calta palustre, è una pianta perenne dalle vistose fioriture gialle che si sviluppa lungo le rive dei laghetti e delle biopiscine. Il suo punto di forza è la fioritura precoce: già a marzo regala i primi fiori, quando la maggior parte delle altre specie è ancora in riposo.
La Pontederia cordata è invece una specie nativa del Nord America che produce graziose spighe blu-viola, molto decorative lungo le rive della biopiscina. Oltre al valore estetico, contribuisce alla depurazione dell'acqua e si adatta bene ai climi italiani.
Entrambe le specie vanno posizionate nella zona marginale della vasca, dove l'acqua è meno profonda.
Altre palustri consigliate
Oltre alle specie già menzionate, esistono altre piante palustri che meritano considerazione:
- Juncus (giunco): caratterizzato da steli cilindrici, è perfetto per le zone più profonde della fascia palustre e contribuisce efficacemente alla depurazione
- Equisetum palustre ed Equisetum hyemale (coda cavallina): molto decorativi grazie al loro aspetto primitivo, non fioriscono ma restano verdi anche in inverno e non necessitano di potature importanti
- Carex riparia e Carex pendula: non hanno fiori evidenti ma formano bei ciuffi di fogliame, richiedono potatura in autunno
- Menta cervina e Menta acquatica rubra: oltre alla funzione depurativa, sono aromatiche e vanno potate rigorosamente in autunno
- Schizostylis coccinea: meno depurativa di altre ma estremamente decorativa, ha il vantaggio di una fioritura ritardata tra fine estate e inizio autunno con splendidi fiori rossi
Migliori piante ossigenanti per acqua cristallina
Le piante ossigenanti sono quelle che fanno davvero la differenza tra un'acqua limpida e una verde di alghe. Ecco le specie più efficaci.
Myriophyllum: il millefoglio d'acqua
Il Myriophyllum, conosciuto anche come millefoglio d'acqua, è una pianta sommersa caratterizzata da lunghi steli sottili e foglie finemente divise che ricordano quelle delle felci. Vive completamente immersa in acqua, a profondità che vanno dai 30 ai 300 centimetri.
Ciò che rende questa specie particolarmente preziosa è il suo potere di eliminare i fosfati dall'acqua, impedendo così la proliferazione delle alghe nocive. Da maggio a luglio, piccoli fiori rossi tendenti al bianco affiorano sul pelo dell'acqua.
Un vantaggio pratico non trascurabile: i pesci solitamente non gradiscono il Myriophyllum, quindi se per qualche motivo dovessero essere presenti nella tua biopiscina (cosa generalmente sconsigliata), questa pianta avrebbe buone probabilità di sopravvivere. La densità consigliata è di circa 3 porzioni per metro quadrato.
Ceratophyllum demersum: la cretta sommersa
Il Ceratophyllum demersum, detto anche cretta sommersa, è un'altra specie molto utilizzata nelle biopiscine per le sue eccellenti proprietà ossigenanti. Si riconosce facilmente per le foglie rigide a forma di spilli e il colore verde intenso.
Questa pianta è particolarmente adatta per l'eliminazione dell'anidride solforosa e presenta un forte potere ossigenante. È molto robusta e di facile coltivazione, caratteristiche che la rendono ideale anche per chi è alle prime armi con le piante acquatiche.
Elodea e Lagarosiphon: ossigenazione rapida
L'Elodea canadensis (elodea del Canada) e l'Elodea nuttallii (elodea minore) sono ottimi ossigenatori che assorbono rapidamente i nutrienti presenti nell'acqua. La loro crescita è molto veloce, il che le rende efficaci nel contrastare le alghe fin da subito.
C'è però un aspetto da considerare: sono piante fragili dal punto di vista dei pesci, che tendono a mangiarne le foglie. Se noti che l'Elodea ha perso tutte le foglie verdi e sono rimasti solo i fusti, probabilmente i pesci ne sono la causa.
Il Lagarosiphon major è invece una pianta originaria del Sud Africa, particolarmente apprezzata per la sua resistenza al freddo e per la capacità di tollerare bassi livelli di luce. È quindi ideale per biopiscine in zone parzialmente ombreggiate.
Ninfee e galleggianti: quali varietà scegliere
Le ninfee sono probabilmente le piante acquatiche più iconiche e desiderate. Vediamo come sceglierle e gestirle al meglio.
Ninfee (Nymphaea): come sceglierle
La Nymphaea, conosciuta anche come giglio d'acqua, è una delle piante ornamentali più amate per laghetti e biopiscine naturali grazie alle sue eleganti foglie galleggianti e ai grandi fiori profumati. Ogni fiore rimane aperto per tre giorni, aprendosi al mattino e richiudendosi nel pomeriggio.
La profondità di impianto ideale va dai 40 ai 90 centimetri dal rizoma. Esistono varietà rustiche, perfettamente adatte al clima italiano, e varietà tropicali che invece vanno ricoverate all'interno durante la stagione fredda (tranne nelle regioni del Sud Italia dove il clima è più mite).
Un consiglio importante: non mettere mai due varietà diverse di ninfee nello stesso vaso. C'è sempre il problema di quale delle due predominerà, e le piante più vigorose possono far soccombere le altre. Meglio tenerle separate.
Durante il riposo vegetativo, se le ninfee si sono moltiplicate eccessivamente, vanno diradate per evitare che soffochino le piante vicine e per ridare armonia all'insieme. A proposito di questo, è utile conoscere le differenze tra biolago e biopiscina per capire quale soluzione si adatta meglio alle tue esigenze.
Lemna minor e altre galleggianti
La Lemna minor, detta anche lenticchia d'acqua, è una pianta piccolissima con foglie ovali di colore verde brillante. Offre ombra e riduce l'evaporazione dell'acqua, ma ha una particolarità importante da conoscere: cresce solo in acqua ricca di azoto.
In pratica, dove l'acqua è "sporca" di nutrienti, la Lemna non solo vive ma diventa addirittura invasiva. In acqua limpida e povera di nutrienti, invece, tende a morire. Questo la rende un indicatore naturale della qualità dell'acqua.
L'Eichhornia crassipes, meglio nota come giacinto d'acqua, è una pianta tropicale che si distingue per la rapida crescita e le spettacolari infiorescenze a ciuffo. È molto decorativa ma può diventare invasiva, quindi va tenuta sotto controllo.
Piante da evitare assolutamente
Fin qui abbiamo parlato di cosa scegliere. Ma è altrettanto importante sapere cosa evitare, perché alcuni errori possono compromettere seriamente la tua biopiscina e causare problemi comuni delle biopiscine che avresti potuto prevenire.
Negli anni abbiamo visto errori clamorosi commessi da chi si improvvisa esperto senza conoscere davvero le piante acquatiche. Ecco le specie più problematiche.
La Phragmites australis (cannuccia di palude) è una pianta palustre che infesta tutto e ha la prevalenza su altre piante. Il problema più grave è che nel tempo può riuscire a bucare il telo della biopiscina con le sue radici aggressive. Questa specie va bene per impianti di fitodepurazione industriali, non per una piscina naturale domestica.
La Typha latifolia (tifa comune) è un'altra pianta molto infestante da evitare. A fine estate, dalle sue caratteristiche infiorescenze a sigaro rilascia un'enorme quantità di spore che si depositano nell'acqua, sporcando tantissimo. Inoltre, questi semi faranno nascere nuove piante un po' ovunque, mescolandosi con altre specie e creando un caos difficile da gestire. Se proprio vuoi una tifa, opta per la Typha gracilis, una varietà a taglia ridotta (massimo 70 centimetri) meno invasiva.
Altri errori comuni che abbiamo riscontrato includono: inserire piante presenti nell'elenco europeo delle specie vietate in quanto invasive, scegliere specie non adatte al clima locale, e piantare le specie alla profondità sbagliata. Abbiamo visto casi di piante palustri da 15 centimetri di profondità inserite a un metro, e piante da terreno umido piantate in 15 centimetri d'acqua. Il risultato è sempre lo stesso: moria di piante e sistema che non funziona.
Come scegliere le piante in base al clima e alla stagionalità
La scelta delle piante per biopiscine non può prescindere da due fattori fondamentali: il clima della tua zona e la copertura stagionale che vuoi ottenere.
Adattamento al clima locale
Ci sono piante che funzionano perfettamente in Piemonte ma che in Sicilia sarebbero sempre gialle o secche per il troppo caldo, con un brutto risultato estetico e una fitodepurazione che non funziona. Viceversa, una pianta semitropicale adatta al clima siciliano, in Piemonte probabilmente non passerebbe l'inverno.
Anche le caratteristiche dell'acqua influiscono sull'attecchimento: acque più acide richiedono specie diverse rispetto ad acque ricche di calcare. Prima di acquistare le piante, informati sempre sulla loro resistenza al gelo e sulle condizioni ideali di crescita.
Creare un mix per tutte le stagioni
Un aspetto spesso trascurato è la stagionalità. Alcune piante vegetano principalmente in primavera e poi riducono il loro sviluppo in estate. Altre hanno uno sviluppo ottimale durante i mesi più caldi. Altre ancora mantengono un buon sviluppo in autunno, mentre alcune restano verdi anche durante l'inverno.
Inserire un mix di tutte queste diverse categorie è importante per avere una biopiscina che funzioni bene tutto l'anno. Se inserisci poche piante o solo specie di una stagione, rischi di avere un risultato scarso in termini di fitodepurazione e quindi di ritrovarti con le alghe.
Specie come l'Equisetum e l'Iris pseudacorus sono particolarmente preziose proprio perché mantengono vitalità anche nei mesi freddi, garantendo una continuità nel processo depurativo.
Quante piante servono e come disporle
Una delle domande più frequenti riguarda le quantità: quante piante servono per una biopiscina che funzioni davvero?
Proporzioni tra zona balneabile e zona piante
Nelle biopiscine tradizionali con fitodepurazione integrata, la superficie dedicata alle piante dovrebbe essere almeno il doppio della superficie balneabile. In base alla presenza o meno di filtri biologici e di un circuito di ricircolo dell'acqua, questa proporzione può variare: si va dai due terzi fino ai quattro quinti del totale.
Per fare un esempio concreto: su 100 metri quadrati totali, la parte dedicata alle piante dovrebbe occupare dai 67 agli 80 metri quadrati, lasciando solo 20-33 metri quadrati per la zona balneabile vera e propria.
Capisci bene che questo rappresenta un vincolo importante, soprattutto per chi ha spazi limitati. È proprio per questo motivo che noi di Quadrifoglio Garden abbiamo sviluppato un approccio alternativo basato su filtri avanzati, di cui parleremo tra poco.
Distribuzione e densità di impianto
Per quanto riguarda la distribuzione, la regola generale prevede di dedicare circa metà della superficie della vasca di fitodepurazione alle piante palustri (nella zona poco profonda) e l'altra metà a ninfee e piante sommerse (nella zona più profonda). Servono quindi almeno due livelli di profondità differenti.
Per le piante ossigenanti, nei laghetti piccoli si consiglia di piantare un mazzo ogni 2 metri quadrati, mentre nei laghetti medio-grandi (oltre i 12 mq) un mazzo ogni 4 metri quadrati è sufficiente.
Un consiglio estetico importante: è preferibile evitare una mescolanza eccessiva di specie diverse. Meglio un numero limitato di varietà con più esemplari per ciascuna, per ottenere un effetto naturale e armonioso.
Manutenzione delle piante durante l'anno
Le piante acquatiche richiedono cure specifiche nel corso delle stagioni. Vediamo cosa fare e quando.
Primavera e estate: controlli e monitoraggio
Con l'arrivo della primavera, è necessario verificare il corretto funzionamento del sistema di circolazione dell'acqua e ripristinare le pompe se erano state disattivate durante l'inverno. È il momento di pulire filtri, skimmer e l'area di fitodepurazione, rimuovendo detriti e residui accumulati.
In questo periodo è importante anche controllare l'eventuale presenza di afidi, che proliferano nei mesi caldi e umidi indebolendo le piante.
Durante l'estate, se la manutenzione primaverile è stata appropriata, la biopiscina non richiede molti interventi. La temperatura dell'acqua ideale si aggira tra i 23 e i 28°C, con un pH ottimale tra 7,4 e 7,6. Non è necessario sostituire l'acqua: un semplice rabbocco è sufficiente, con un importante contenimento dei costi.
Autunno e inverno: potatura e riposo
In autunno il progressivo accorciarsi delle giornate e la diminuzione della temperatura determinano il rallentamento dell'attività vegetativa, visibile con l'interruzione delle fioriture e l'ingiallimento delle foglie.
È il momento di potare le piante acquatiche presenti nell'area di fitodepurazione, tagliando le foglie morte. Se ninfee o altre specie si sono moltiplicate eccessivamente, vanno diradate per evitare che soffochino le piante vicine. L'attività delle pompe può essere ridotta o arrestata completamente.
Durante l'inverno le piante vanno in riposo vegetativo ma non muoiono. Il bacino può gelare in superficie senza conseguenze per le piante sottostanti. Se necessario, proteggi la pompa da eventuali gelate.
Cura continua e divisione dei cespi
Alcune operazioni vanno svolte con regolarità durante tutto l'anno: la potatura per evitare che le piante diventino troppo invasive, il controllo delle alghe, la rimozione di foglie morte e detriti.
Le piante palustri come Iris, Pontederie e Calthe tendono a crescere molto e a formare cespi fitti. Per mantenerle in salute e contenere la loro espansione, è utile dividerle ogni 2-3 anni, preferibilmente in primavera o a fine estate.
L'alternativa moderna: biopiscine con sistema di filtraggio avanzato
Fino a qui abbiamo parlato dell'approccio tradizionale alle biopiscine, dove le piante svolgono un ruolo centrale nella fitodepurazione. Ma esiste un'alternativa che noi di Quadrifoglio Garden abbiamo sviluppato e perfezionato nel tempo.
Siamo abituati a pensare alle biopiscine tradizionali come a veri e propri laghetti naturali con zone di fitodepurazione, piante acquatiche e ghiaia per mantenere l'acqua limpida. Noi adottiamo un approccio diverso e innovativo, per offrire il massimo della praticità e dell'igiene senza compromessi estetici.
Le nostre biopiscine combinano innovazione tecnologica, design naturale e facilità di gestione grazie all'utilizzo di filtri che permettono di offrire un'acqua sempre cristallina, senza l'aggiunta di prodotti chimici e senza la necessità di piante depurative.
Come funziona il sistema di filtraggio
I filtri che installiamo sostituiscono l'area destinata alle piante depuranti, garantendo un'acqua sempre limpida e sicura per il nuoto. Il sistema è composto da diversi elementi, ognuno con un compito specifico:
- Prefiltro e Skimmer: rimuovono foglie e detriti più grandi prima che entrino nel filtro principale
- Filtro meccanico: tratta le particelle più piccole sospese nell'acqua come sabbia e polline, rendendo l'acqua limpida e trasparente
- Filtro biologico: ospita batteri buoni che trasformano le sostanze organiche in composti innocui, mantenendo l'equilibrio naturale e riducendo la formazione di alghe
- Pompa e ricircolo: mantiene l'acqua in movimento costante, assicurando che tutta l'acqua della piscina passi almeno una volta al giorno attraverso il sistema
- Lampada UV: elimina batteri e microrganismi microscopici, aumentando la limpidezza e la sicurezza senza uso di prodotti chimici
- Ossigenatori: immettono ossigeno nell'acqua supportando i batteri benefici e prevenendo la formazione di alghe e cattivi odori
- Cartuccia per fosfati: rimuove i fosfati, nutrienti che favoriscono la crescita delle alghe, riducendo la necessità di interventi manuali
Il cuore del sistema è il filtro biologico. Lasciamo che il lavoro di filtrazione sia fatto in maniera naturale da colonie di batteri buoni, che trovano un ambiente ideale di sana proliferazione nei nostri filtri biologici. L'acqua viene trattata come se fosse acqua di sorgente, filtrata da strati di materiale dove i batteri prosperano naturalmente.
I vantaggi concreti
Grazie ai filtri non è più necessario dedicare spazio alla zona di fitodepurazione: questo consente una progettazione più compatta e funzionale della biopiscina. I vantaggi sono evidenti:
- Ottimizzazione dello spazio disponibile nel giardino, particolarmente importante per chi non ha grandi superfici
- Riduzione dei tempi di manutenzione ordinaria rispetto a una biopiscina tradizionale con piante depurative
- Estetica moderna e raffinata senza rinunciare alla naturalità dell'ambiente
In questo modo impieghiamo le piante solamente come elemento estetico e complementare al sistema di depurazione biologico, adattando la loro disposizione e configurazione al contesto paesaggistico dello spazio nel quale viene installata la biopiscina.
Il confronto con le piscine tradizionali
Per capire meglio i vantaggi, è utile confrontare la nostra soluzione con le piscine chimiche tradizionali. Il consumo energetico di una piscina tradizionale si aggira tra i 1500 e i 2000W, mentre una biopiscina con i nostri sistemi consuma appena 35-120W.
La qualità dell'acqua è un altro aspetto fondamentale: l'acqua trattata chimicamente risulta aggressiva su pelle e occhi, mentre l'acqua della biopiscina è delicata e non crea irritazioni. Non è necessario svuotare la biopiscina in inverno (cosa invece obbligatoria per molte piscine tradizionali), e il costo di mantenimento stagionale è notevolmente più basso.
Le nostre biopiscine hanno l'aspetto elegante e naturale di un laghetto, ma con tutti i vantaggi di una piscina tradizionale in un contesto naturale. Ogni parte del sistema ha un compito semplice: rimuovere sporco, depurare l'acqua e mantenerla cristallina, senza l'utilizzo di piante depurative, in modo che tutto funzioni in modo armonioso.
La gestione del biofilm
Un aspetto che trattiamo sempre con i nostri clienti riguarda il biofilm. È possibile che sulle superfici della piscina si formi un sottile strato di questo materiale, un fenomeno del tutto normale. Il biofilm è costituito da microrganismi naturali che si depositano sul fondo e sulle pareti della piscina: non è pericoloso per la salute ma può risultare sgradevole per l'impatto visivo.
Per gestire al meglio questo inconveniente, consigliamo di utilizzare teli scuri sul fondo e sulle pareti, che riducono la crescita del biofilm e aiutano a mantenere l'acqua limpida più a lungo. Suggeriamo inoltre di utilizzare appositi robot per la pulizia, che mantengono base e pareti sempre pulite.
Conclusione
Scegliere le piante per biopiscine giuste non è un'operazione da prendere alla leggera. Come abbiamo visto, ogni specie ha un ruolo specifico nell'ecosistema acquatico: le piante palustri lavorano con i batteri per degradare le sostanze inquinanti, le piante ossigenanti producono l'ossigeno necessario per la vita acquatica, le ninfee ombreggiano la superficie riducendo la formazione di alghe.
La chiave del successo sta nel creare un mix equilibrato di specie adatte al tuo clima, distribuite correttamente nelle diverse zone di profondità, e nel dedicare la giusta attenzione alla manutenzione stagionale. Ricorda di evitare assolutamente specie invasive come la Phragmites australis e la Typha latifolia, che possono compromettere seriamente il funzionamento della tua piscina naturale.
Se però preferisci una soluzione più pratica e meno impegnativa, noi di Quadrifoglio Garden possiamo offrirti un'alternativa concreta. I nostri sistemi di filtraggio biologico avanzato permettono di ottenere acqua cristallina senza dover dedicare ampi spazi alla fitodepurazione, utilizzando le piante esclusivamente come elemento decorativo. È il meglio di entrambi i mondi: la naturalità di una biopiscina con la praticità di un sistema moderno e tecnologicamente avanzato.
Qualunque sia l'approccio che preferisci, siamo a tua disposizione per la progettazione e realizzazione di biopiscine più adatta alle tue esigenze e al tuo spazio. Contattaci per una consulenza personalizzata: trasformeremo il tuo giardino in un'oasi di benessere naturale.
Domande frequenti
Quali piante sono adatte per la fitodepurazione?
Le piante più adatte per la fitodepurazione sono le palustri come l'Iris pseudacorus, la Caltha palustris e la Pontederia cordata, che lavorano in simbiosi con i batteri aerobi per degradare le sostanze inquinanti, insieme alle piante ossigenanti sommerse come Myriophyllum, Ceratophyllum demersum ed Elodea canadensis, che producono ossigeno e contrastano la formazione di alghe.
Quali sono le piante ossigenanti per laghetto?
Le migliori piante ossigenanti per laghetto e biopiscina sono il Myriophyllum spicatum (millefoglio d'acqua), il Ceratophyllum demersum (cretta sommersa), l'Elodea canadensis e il Lagarosiphon major, tutte specie sommerse che producono ossigeno attraverso la fotosintesi e ospitano batteri benefici sulla loro superficie fogliare.
Che piante mettere intorno al laghetto?
Intorno al laghetto e nella zona marginale della biopiscina puoi mettere piante palustri come l'Iris pseudacorus dai fiori gialli, la Pontederia cordata con le sue spighe blu-viola, la Caltha palustris per fioriture precoci primaverili, il Juncus (giunco) e l'Equisetum (coda cavallina) che resta verde anche in inverno.
Come mantenere l'acqua del laghetto limpida?
Per mantenere l'acqua limpida puoi affidarti alla fitodepurazione naturale con un mix equilibrato di piante palustri, ossigenanti e ninfee, oppure optare per la soluzione che utilizziamo noi di Quadrifoglio Garden: un sistema di filtri biologici avanzati (prefiltro, filtro meccanico, filtro biologico, lampada UV e ossigenatori) che garantisce acqua cristallina senza dover dedicare ampi spazi alle piante depurative.
Come eliminare acqua verde dal laghetto?
L'acqua verde è causata dalla proliferazione di alghe dovuta a eccesso di nutrienti e luce solare: per eliminarla inserisci una quantità sufficiente di piante ossigenanti sommerse che competono con le alghe per i nutrienti, aggiungi ninfee per ombreggiare la superficie riducendo l'irraggiamento, e valuta l'installazione di una lampada UV e una cartuccia per fosfati come quelle dei nostri sistemi di filtraggio.
Come ossigenare l'acqua di un lago?
Puoi ossigenare l'acqua inserendo piante sommerse ossigenanti come Myriophyllum, Ceratophyllum ed Elodea che rilasciano ossigeno attraverso la fotosintesi, oppure installando ossigenatori meccanici e sistemi di ricircolo con pompe che mantengono l'acqua in movimento costante, soluzione che noi di Quadrifoglio Garden integriamo nei nostri impianti per supportare i batteri benefici e prevenire la formazione di alghe e cattivi odori.
Differenza tra biolago e biopiscina?
Il biolago è uno specchio d'acqua naturale con finalità prevalentemente ornamentali dove la fitodepurazione avviene in modo integrato nello stesso bacino, mentre la biopiscina è progettata specificamente per la balneazione e prevede generalmente una separazione tra zona nuoto e zona di rigenerazione, con possibilità di integrare sistemi di filtraggio meccanico-biologici come quelli che realizziamo noi di Quadrifoglio Garden per garantire un'acqua sempre sicura e cristallina.
