Biopiscina e piscina biodesign sembrano due modi diversi per dire la stessa cosa. In realtà, dietro questi termini si nascondono filosofie costruttive, sistemi di depurazione e risultati estetici profondamente diversi. Se stai valutando quale soluzione scegliere per il tuo giardino, capire queste differenze ti eviterà errori costosi e aspettative disattese.
La confusione nasce da un equivoco di fondo: entrambe le soluzioni promettono un'esperienza di balneazione più naturale rispetto alla classica piscina in cemento con acqua clorata. Tuttavia, come vedremo, una sfrutta realmente i processi della natura per depurare l'acqua, mentre l'altra utilizza la tecnologia mascherata da un design organico e accattivante.
Noi di Quadrifoglio Garden lavoriamo da anni nel settore delle biopiscine e abbiamo sviluppato un approccio che unisce il meglio di entrambi i mondi: l'estetica di un laghetto naturale, la praticità di una piscina moderna e un'acqua sempre cristallina senza l'utilizzo di prodotti chimici né di estese zone con piante depurative. Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme cosa distingue davvero una biopiscina da una piscina biodesign.


Cos'è una biopiscina: il cuore verde della depurazione naturale
Quando parliamo di biopiscina ci riferiamo a una piscina che funziona come un vero e proprio ecosistema acquatico. Non è semplicemente una vasca piena d'acqua, ma un ambiente vivo dove flora e microrganismi lavorano insieme per mantenere l'acqua pulita e balneabile.
Il principio della fitodepurazione
Il segreto di una biopiscina sta nella fitodepurazione, un processo naturale che sfrutta la capacità delle piante acquatiche di purificare l'acqua in collaborazione con i batteri aerobi presenti nelle loro radici.
Come funziona concretamente? Le piante assorbono i nutrienti disciolti nell'acqua (nitrati, fosfati e altre sostanze organiche) utilizzandoli per la propria crescita. Nel frattempo, i microrganismi che vivono in simbiosi con le radici degradano le sostanze inquinanti, i batteri patogeni e persino alcuni metalli pesanti, trasformandoli in composti innocui.
Il risultato è un'acqua che si autodepura naturalmente, esattamente come accade nei laghi e negli stagni sani. Questa tecnica non è una novità: è stata sviluppata in Austria tra gli anni '50 e '70 ed è oggi ampiamente utilizzata anche per il trattamento delle acque reflue in ambito agricolo e civile.
L'aspetto più affascinante della fitodepurazione è che non richiede alcun prodotto chimico. Niente cloro, niente antialghe, niente sostanze che irritano pelle e occhi. L'acqua che ottieni è dolce, priva di odori sgradevoli e completamente sicura per la balneazione.
Le due zone fondamentali: balneazione e rigenerazione
Una biopiscina tradizionale è sempre divisa in due aree ben distinte che lavorano in sinergia.
La zona balneabile è quella destinata al nuoto e al relax. Qui l'acqua è libera da piante e puoi muoverti senza ostacoli, proprio come in una piscina convenzionale. La profondità può variare in base alle tue esigenze, arrivando anche a un metro e mezzo o più.
La zona di rigenerazione è invece il cuore pulsante del sistema depurativo. Si tratta di un'area densamente piantumata con diverse specie acquatiche, dove avviene la magia della fitodepurazione. Questa zona deve avere dimensioni proporzionate alla vasca balneabile: in genere si calcola un rapporto di uno a uno, ma per ottenere risultati ottimali molti esperti consigliano di dedicare alla rigenerazione una superficie pari al doppio di quella balneabile.
Esistono due configurazioni principali per organizzare queste aree. Nella biopiscina a depurazione integrata le due zone sono separate da un muretto sommerso che permette all'acqua di fluire liberamente tra di esse. L'effetto visivo è quello di un unico specchio d'acqua con un'area dedicata alle piante. Nella biopiscina a vasche separate invece la zona di rigenerazione si trova in una vasca indipendente, posizionata a un livello leggermente più alto. L'acqua depurata scende per gravità nella vasca balneabile, mentre una pompa si occupa di riportare l'acqua da depurare nella zona delle piante, creando un ciclo continuo. Se vuoi approfondire le differenze tra biolago e biopiscina, troverai ulteriori dettagli nel nostro articolo dedicato.
Le piante acquatiche protagoniste della depurazione
Non tutte le piante sono adatte alla fitodepurazione. Per far funzionare correttamente una biopiscina servono tre tipologie di piante acquatiche per la depurazione, ciascuna con un ruolo specifico.
Le piante palustri crescono nella fascia marginale della zona di rigenerazione, dove l'acqua è bassa (dai dieci ai trenta centimetri). Tra le più utilizzate troviamo la Typha (la classica cannuccia di palude con le infiorescenze a forma di sigaro), l'Iris pseudacorus (il giaggiolo acquatico dai fiori gialli) e la Caltha palustris. Queste piante lavorano in stretta simbiosi con i batteri presenti nelle loro radici, trattenendo sedimenti e sostanze inquinanti.
Le piante sommerse ossigenanti vivono completamente immerse e svolgono un ruolo fondamentale: producono ossigeno attraverso la fotosintesi e offrono un habitat ideale per la proliferazione dei batteri benefici. Il Myriophyllum, il Ceratophyllum demersum e l'Elodea canadensis sono tra le specie più efficaci.
Infine, le piante a foglie galleggianti come le ninfee e la Lemna minor coprono parzialmente la superficie dell'acqua. Oltre a contribuire alla depurazione, svolgono una funzione importante: ombreggiano lo specchio d'acqua riducendo l'evaporazione e tenendo sotto controllo la temperatura, fattore cruciale per prevenire la proliferazione eccessiva di alghe.
Un dettaglio che sorprende molti: nelle biopiscine non vanno inseriti pesci. Il motivo è semplice: i loro escrementi creerebbero un carico organico aggiuntivo che sovraccaricherebbe il sistema depurativo, compromettendo la qualità dell'acqua.
Cos'è una piscina biodesign: quando il design incontra la natura
Passiamo ora all'altro protagonista del nostro confronto. La piscina biodesign rappresenta un concetto completamente diverso, anche se il nome potrebbe trarre in inganno.
Una tecnologia brevettata Made in Italy
Biodesign è innanzitutto un marchio, un'azienda italiana attiva da oltre quarant'anni nel settore delle fontane monumentali, dei laghi artificiali e dei trattamenti d'acqua. Circa quindici anni fa ha brevettato a livello internazionale una tecnologia costruttiva innovativa che ha rivoluzionato il mondo delle piscine interrate.
Ecco il punto cruciale che devi comprendere: in una piscina biodesign è solo il design ad essere "bio", nel senso che ricorda l'aspetto di un laghetto naturale. Tutto il resto, a partire dalla filtrazione dell'acqua, funziona in modo artificiale esattamente come in una piscina tradizionale.
Non si tratta quindi di una piscina biologica nel vero senso del termine. Le piscine biodesign non utilizzano piante per depurare l'acqua né si basano su processi di fitodepurazione. Offrono invece un'estetica organica e naturale abbinata alla praticità e all'affidabilità dei sistemi di filtrazione convenzionali.
Il sistema costruttivo innovativo senza cemento
Ciò che rende davvero unica la tecnologia Biodesign è il processo costruttivo, completamente diverso da quello delle piscine tradizionali in cemento armato.
La costruzione inizia con lo scavo del terreno, durante il quale si modellano direttamente le forme desiderate: spiagge digradanti, sedute sommerse, zone di diverse profondità. Le pareti seguono l'angolo naturale di attrito del terreno, inclinandosi a circa quarantacinque gradi invece di essere verticali.
Sullo scavo viene poi posato un telo impermeabile in EPDM, un materiale chimicamente stabile, completamente inerte e privo di additivi inquinanti o metalli pesanti. È lo stesso tipo di impermeabilizzazione raccomandato come alternativa al PVC.
Sopra il telo impermeabilizzante si applica un rivestimento strutturale composto da resine appositamente formulate e granulato di pietra naturale (quarzi, sabbia, ciottoli). Questo rivestimento viene plasmato a mano dagli artigiani, creando effetti cromatici personalizzabili che richiamano le spiagge caraibiche, gli atolli esotici o i laghi di montagna.
Il risultato è una struttura con un'elasticità superiore del trecento percento rispetto alle piscine tradizionali e una resistenza meccanica doppia rispetto al calcestruzzo. Inoltre, la piscina finita e riempita d'acqua pesa meno del terreno rimosso durante lo scavo, eliminando il rischio di assestamenti del suolo.
La filtrazione tradizionale dietro l'aspetto naturale
Veniamo al punto che più interessa a chi cerca una soluzione ecologica: come viene depurata l'acqua in una piscina biodesign?
Il sistema di filtrazione è quello classico delle piscine convenzionali. Comprende skimmer per l'aspirazione dell'acqua in superficie, prese di fondo, bocchette di mandata e un locale tecnico dove sono alloggiati pompe, filtri, quadro elettrico e centralina di controllo.
Per quanto riguarda la disinfezione dell'acqua, le opzioni sono quelle tradizionali: cloro (in pastiglie o polvere), sistemi a elettrolisi salina oppure tecnologie che promettono un minore impatto ambientale pur utilizzando sempre sostanze chimiche.
Alcune versioni integrano la tecnologia Microban SilverShield, una formulazione antibatterica aggiunta direttamente alle resine del rivestimento durante la produzione. Questo offre una protezione continua contro la proliferazione batterica, mantenendo le superfici più pulite più a lungo.
Biopiscina vs piscina biodesign: tutte le differenze a confronto
Ora che abbiamo chiarito cosa sono realmente queste due soluzioni, mettiamole a confronto sui fattori che più interessano a chi deve scegliere.
Depurazione dell'acqua: naturale contro artificiale
Questa è la differenza fondamentale, quella da cui derivano tutte le altre.
La biopiscina si affida completamente ai processi naturali. Le piante acquatiche e i microrganismi che vivono in simbiosi con esse svolgono tutto il lavoro di depurazione. Non servono prodotti chimici di alcun tipo: niente cloro, niente antialghe, niente correttori di pH. L'energia necessaria è minima (solo per eventuali pompe di ricircolo a basso consumo) e in alcuni casi può essere addirittura assente.
La piscina biodesign funziona invece come una piscina tradizionale dal punto di vista della gestione dell'acqua. Richiede un impianto di filtrazione alimentato elettricamente, trattamenti chimici periodici per mantenere l'acqua igienizzata e un controllo costante dei parametri. Il vantaggio rispetto a una piscina convenzionale sta principalmente nell'estetica e nella tecnologia costruttiva, non nel metodo di depurazione.
Estetica e design: laghetto naturale o spiaggia caraibica?
Sul piano visivo, entrambe le soluzioni si distaccano nettamente dalle classiche "scatole azzurre" in cemento, ma con risultati molto diversi.
La biopiscina ha l'aspetto di un vero ambiente naturale. I colori dominanti sono i verdi e i marroni tipici degli specchi d'acqua che trovi in natura. Le piante sono visibili e fanno parte integrante del paesaggio: ninfee che fioriscono in estate, canneti che ondeggiano al vento, iris acquatici che colorano le sponde. Con il tempo, una biopiscina può ospitare anche piccola fauna come libellule, rane e insetti acquatici, diventando un vero habitat naturale integrato nel tuo giardino.
La piscina biodesign punta invece sull'effetto "spiaggia tropicale". L'acqua è sempre cristallina e trasparente, con riflessi che cambiano in base ai quarzi e alle sabbie scelte per il rivestimento. Le forme sono libere e sinuose, con la possibilità di creare spiagge con bagnasciuga dove rilassarsi, sedute sommerse, lettini integrati e persino zone con idromassaggio e aeroterapia. L'aspetto è curato e scenografico, perfetto per chi desidera un elemento di design che valorizzi l'outdoor.
Spazio necessario e impatto sul giardino
Questo è un aspetto pratico che fa spesso la differenza nella scelta finale.
Per una biopiscina devi prevedere lo spazio necessario sia per la zona balneabile sia per la zona di rigenerazione con le piante. Come abbiamo visto, quest'ultima dovrebbe avere dimensioni almeno pari a quelle della vasca dove nuoti. Significa che per avere cinquanta metri quadrati di superficie balneabile ti serviranno dai cento ai centocinquanta metri quadrati complessivi. Non tutti i giardini possono ospitare una struttura di queste dimensioni.
La piscina biodesign non ha bisogno di aree dedicate alle piante depurative, quindi tutto lo spazio disponibile può essere destinato alla balneazione. A parità di metratura, avrai più superficie utilizzabile per nuotare e rilassarti. Questo la rende una soluzione più adatta a giardini di dimensioni contenute.
Qualità e aspetto dell'acqua
Anche qui le differenze sono sostanziali e vanno valutate in base alle tue aspettative.
In una biopiscina l'acqua ha un comportamento naturale: può essere limpida in certi momenti e leggermente torbida in altri, esattamente come accade in un lago sano. Il colore varia durante le ore del giorno e con le stagioni. Sulle superfici può formarsi un sottile strato di biofilm (microrganismi naturali) che, pur non essendo pericoloso per la salute, può risultare visivamente meno "pulito" rispetto a una piscina tradizionale. Serve tempo affinché l'ecosistema raggiunga il suo equilibrio: nelle prime settimane o mesi dopo la realizzazione l'acqua potrebbe non essere perfettamente cristallina.
Nella piscina biodesign l'acqua è sempre trasparente e cristallina fin dal primo giorno. I trattamenti chimici e il sistema di filtrazione garantiscono un aspetto costante e controllato. Non ci sono variazioni stagionali né tempi di attesa per raggiungere l'equilibrio.

Quanto costa una biopiscina e quanto una piscina biodesign
Parliamo di numeri, perché il budget è spesso il fattore decisivo.
Costi di realizzazione
I prezzi variano enormemente in base alle dimensioni, alla complessità del progetto e al livello di personalizzazione richiesto.
Per una biopiscina i costi partono da cifre relativamente contenute per le soluzioni più semplici (dove la fitodepurazione avviene in modo completamente naturale senza supporto tecnologico) e salgono per i sistemi più sofisticati con filtrazione meccanico-biologica integrata. In linea generale, puoi considerare un range che va dai cento ai novecento euro al metro quadrato, con una media di settecento-novecento euro per biopiscine tra i sessanta e i centocinquanta metri quadrati realizzate chiavi in mano.
La piscina biodesign ha costi di partenza più elevati, principalmente per via della tecnologia brevettata e della lavorazione artigianale del rivestimento. Il range si colloca tra gli ottocento e i milleseicento euro al metro quadrato, con una media di mercato attorno ai mille-milleduecento euro.
Tieni presente che questi sono valori indicativi. Il prezzo finale dipende da molti fattori: la conformazione del terreno, gli accessori scelti (cascate, illuminazione, sistemi di riscaldamento), le finiture dei bordi e l'eventuale progettazione del giardino circostante.
Costi di manutenzione: dove si risparmia davvero
È sulla gestione nel lungo periodo che emergono le differenze più significative.
Una biopiscina ha costi di manutenzione ridotti del cinquanta-sessanta percento rispetto a una piscina tradizionale. Non devi acquistare cloro, antialghe né altri prodotti chimici. Le pompe (quando presenti) sono a basso consumo. L'acqua non va mai cambiata completamente, ma solo rabboccata per compensare l'evaporazione. La manutenzione si limita a uno o due interventi annui per la pulizia e alla cura periodica delle piante. I costi di gestione di un biolago sono stimati attorno a un terzo di quelli di una piscina convenzionale.
La piscina biodesign ha costi di manutenzione più contenuti rispetto alle piscine in cemento armato ma comunque significativi. Devi mettere in conto l'acquisto periodico di prodotti per il trattamento dell'acqua, i consumi elettrici per la filtrazione e una sanificazione strutturale ogni due anni circa. La stima annuale si colloca tra i cinquecento e i millecinquecento euro.
Permessi e burocrazia: iter a confronto
Anche l'aspetto burocratico merita attenzione perché può influire sui tempi e sui costi complessivi del progetto.
Per una biopiscina sono richiesti i permessi necessari per realizzare una biopiscina, generalmente il Permesso di Costruire, anche se le procedure tendono a essere più snelle grazie al basso impatto ambientale di queste strutture. In alcuni casi è possibile realizzarle anche in zone soggette a vincoli paesaggistici.
La piscina biodesign gode di un iter semplificato. Nella maggior parte dei comuni è sufficiente una SCIA o una CILA, senza necessità di coinvolgere contemporaneamente geometra, ingegnere e geologo come avviene per le piscine tradizionali in cemento armato. Questo si traduce in costi burocratici fino a sei volte inferiori e tempi di attesa molto più brevi.
Un'informazione utile: le piscine con superficie inferiore agli ottanta metri quadrati, indipendentemente dalla tipologia, non determinano un aumento della tassazione sull'immobile.
Pro e contro: quale soluzione fa per te?
Ricapitoliamo i punti di forza e i limiti di ciascuna soluzione per aiutarti nella scelta.
I vantaggi e i limiti della biopiscina
Scegliere una biopiscina significa abbracciare una filosofia di vita più vicina alla natura. Scopri tutti i vantaggi e limiti della biopiscina nel dettaglio: nessun prodotto chimico significa niente allergie, niente irritazioni a pelle e occhi, niente odore di cloro. I costi di gestione sono bassissimi e l'impatto ambientale praticamente nullo. Crei un vero habitat naturale che ospita biodiversità e si integra armoniosamente nel paesaggio. L'acqua si scalda naturalmente con il sole (i teli scuri aiutano) e la stagione balneabile può iniziare già ad aprile. D'inverno non devi svuotarla: diventa un elemento ornamentale che segue il mutare delle stagioni.
I limiti vanno però considerati con onestà. L'acqua non è sempre cristallina come in una piscina tradizionale. Serve spazio significativo per la zona di fitodepurazione. L'equilibrio biologico richiede tempo per stabilizzarsi. Non è la soluzione ideale se prevedi un uso intensivo con molti bagnanti contemporaneamente. E dovrai dedicare attenzione alla cura delle piante.
I vantaggi e i limiti della piscina biodesign
La piscina biodesign è perfetta per chi desidera l'estetica naturale senza rinunciare alla praticità di una piscina convenzionale. L'acqua è sempre cristallina e trasparente. Il design è completamente personalizzabile con forme libere, spiagge, sedute e zone wellness. I tempi di realizzazione sono rapidi (dai dieci ai venti giorni contro i trenta o più delle piscine in cemento). Non servono spazi aggiuntivi per le piante. L'iter burocratico è semplificato. E d'inverno si trasforma in un elegante laghetto decorativo.
D'altro canto, devi sapere che utilizza comunque prodotti chimici per il trattamento dell'acqua, quindi non è una vera piscina biologica. I costi di realizzazione sono mediamente più alti. La manutenzione richiede impegno e spese periodiche. E serve elettricità per far funzionare l'impianto di filtrazione.
Biopiscina o biodesign: come fare la scelta giusta
A questo punto hai tutti gli elementi per decidere. La scelta dipende dalle tue priorità, dal tuo stile di vita e dalle caratteristiche del tuo giardino.
Scegli la biopiscina se...
Una biopiscina è la soluzione ideale se ami profondamente la natura e desideri creare un angolo di biodiversità nel tuo giardino. Se hai problemi di allergie o pelle sensibile e vuoi eliminare completamente il contatto con cloro e sostanze chimiche. Se disponi di spazio sufficiente per dedicare un'area alla fitodepurazione. Se accetti che l'acqua possa avere un aspetto naturale, non sempre perfettamente trasparente. Se cerchi i costi di gestione più bassi in assoluto. Se gestisci un agriturismo, un bed and breakfast ecologico o una struttura che vuole comunicare valori di sostenibilità.
Scegli la piscina biodesign se...
La piscina biodesign fa al caso tuo se desideri l'effetto wow di una spiaggia tropicale con acqua sempre cristallina. Se preferisci un design moderno e scenografico che diventi il punto focale del tuo outdoor. Se hai uno spazio limitato e vuoi sfruttarlo tutto per la balneazione. Se desideri integrare elementi come idromassaggio, aeroterapia o sedute sommerse. Se cerchi tempi di realizzazione rapidi e un iter burocratico snello. Se non ti preoccupa l'utilizzo moderato di prodotti per il trattamento dell'acqua.
L'alternativa ibrida: il meglio di entrambi i mondi
E se ti dicessimo che esiste una terza via? Una soluzione che unisce i vantaggi della biopiscina (acqua senza chimica, basso impatto ambientale, estetica naturale) con quelli della piscina biodesign (acqua sempre cristallina, spazio ottimizzato, manutenzione semplificata)?
Biopiscine con sistema di filtrazione meccanica: l'approccio Quadrifoglio Garden
Noi di Quadrifoglio Garden abbiamo sviluppato un approccio innovativo che supera i limiti delle biopiscine tradizionali. Il nostro sistema permette di ottenere acqua sempre cristallina senza l'utilizzo di prodotti chimici e senza dover dedicare spazio a zone di fitodepurazione con piante.
Come è possibile? La chiave sta in un sistema di filtraggio avanzato dove i filtri sostituiscono l'area destinata alle piante depuranti. Il risultato è una biopiscina che ha l'aspetto elegante e naturale di un laghetto, ma con tutti i vantaggi di una piscina tradizionale in termini di limpidezza dell'acqua e praticità di gestione.
Le nostre biopiscine combinano innovazione tecnologica, design naturale e facilità di gestione. Ogni parte del sistema ha un compito specifico: rimuovere lo sporco, depurare l'acqua e mantenerla cristallina, in modo che tutto funzioni in armonia.
I componenti del sistema Quadrifoglio Garden
Il nostro sistema di filtraggio si compone di sette elementi che lavorano in sinergia.
Il prefiltro e skimmer rappresentano la prima linea di difesa: rimuovono foglie e detriti più grandi prima che entrino nel filtro principale, evitando intasamenti e semplificando la manutenzione.
Il filtro meccanico interviene sulle particelle più piccole sospese nell'acqua, come sabbia e polline. È questo componente che rende l'acqua limpida e trasparente alla vista.
Il filtro biologico è il cuore del sistema. Ospita colonie di batteri "buoni" che trasformano le sostanze organiche in composti innocui, mantenendo l'equilibrio naturale dell'acqua e riducendo la formazione di alghe. Come amiamo spiegare ai nostri clienti, lasciamo che il lavoro di filtrazione sia fatto in maniera naturale da questi microrganismi benefici, che trovano nel filtro un ambiente ideale per prosperare.
La pompa di ricircolo mantiene l'acqua in movimento costante, introducendola nei filtri e assicurando che l'intero volume della piscina passi attraverso il sistema almeno una volta al giorno.
La lampada UV elimina batteri e microrganismi microscopici ancora presenti nell'acqua, aumentando ulteriormente la limpidezza e la sicurezza senza ricorrere a prodotti chimici.
Gli ossigenatori immettono ossigeno nell'acqua, supportando i batteri benefici del filtro biologico e migliorando l'equilibrio complessivo del sistema. Aiutano inoltre a prevenire la formazione di alghe e cattivi odori.
Infine, la cartuccia per fosfati rimuove questi nutrienti che favorirebbero la crescita delle alghe, mantenendo l'acqua più pulita e riducendo la necessità di interventi manuali.
I vantaggi concreti per te
Con il sistema Quadrifoglio Garden ottieni benefici tangibili su più fronti.
Puoi ottimizzare lo spazio disponibile nel tuo giardino perché non devi prevedere zone di fitodepurazione. Tutto il metraggio va a beneficio dell'area balneabile.
I tempi di manutenzione si riducono drasticamente rispetto a una biopiscina tradizionale, senza però dover ricorrere a trattamenti chimici come nelle piscine convenzionali.
L'estetica rimane naturale e raffinata: le nostre realizzazioni hanno l'aspetto di eleganti laghetti perfettamente integrati nel paesaggio, ma con un'acqua sempre invitante e cristallina.
I consumi energetici sono minimi: il nostro sistema lavora con potenze tra i trentacinque e i centoventi watt, contro i millecinquecento-duemila watt di una piscina tradizionale a cloro.
L'acqua non va mai cambiata completamente (a differenza delle piscine chimiche dove il ricambio è costante) e d'inverno non serve svuotare la vasca.
Quanto al biofilm che può formarsi sulle superfici (fenomeno del tutto normale nei sistemi acquatici naturali), abbiamo soluzioni semplici ed efficaci: l'utilizzo di teli scuri sul fondo e sulle pareti riduce la sua crescita, mentre appositi robot si occupano della pulizia automatizzata.
Conclusione: la scelta consapevole per il tuo giardino
Arrivato a questo punto, hai tutti gli strumenti per prendere una decisione informata. Biopiscina e piscina biodesign non sono sinonimi: la prima usa la natura per depurare l'acqua attraverso la fitodepurazione, la seconda usa la tecnologia nascosta dietro un design organico.
Entrambe sono soluzioni valide, ma rispondono a esigenze diverse. La biopiscina è per chi vuole un ecosistema vivo e accetta l'aspetto mutevole dell'acqua naturale. La piscina biodesign è per chi desidera l'estetica di un laghetto tropicale con la praticità di una piscina tradizionale.
Noi di Quadrifoglio Garden crediamo però che esista una terza via: biopiscine tecnologicamente avanzate che garantiscono acqua cristallina senza chimica e senza sacrificare spazio per le piante depurative. Una soluzione che unisce davvero il meglio dei due mondi.
La biopiscina è l'ultima evoluzione del benessere balneare, dove la qualità dell'acqua è garantita dai medesimi processi depurativi presenti in natura e non da processi chimici. È sinonimo di ambiente pulito, acqua potabile, libertà, equilibrio e benessere sensoriale. Un'esperienza di nuoto che coinvolge tutti i sensi: pelle, occhi, olfatto, gusto.
Qualunque sia la tua scelta, il nostro consiglio è di affidarti a professionisti esperti nella progettazione e realizzazione di biopiscine che sappiano guidarti verso la soluzione più adatta alle tue esigenze, al tuo spazio e al tuo budget. Perché una piscina naturale ben progettata non è solo un luogo dove fare il bagno: è un investimento nel benessere e nella qualità della vita quotidiana.
Tuffati in libertà. Ritorna alla natura, scegli consapevolmente e resta connesso col futuro.
Domande frequenti su biopiscine e piscine biodesign
Cos'è una bio piscina?
Una biopiscina è una piscina naturale che utilizza la fitodepurazione (piante acquatiche e microrganismi) per mantenere l'acqua pulita e balneabile senza l'impiego di cloro o altri prodotti chimici.
Cosa sono le piscine Biodesign?
Le piscine Biodesign sono piscine interrate realizzate con una tecnologia brevettata Made in Italy che prevede rivestimenti in resine e quarzi naturali per un aspetto estetico simile a un laghetto, ma con sistemi di filtrazione tradizionali.
Qual è la differenza tra un biolago e una biopiscina?
Il biolago ha un aspetto più selvaggio e naturale con forme irregolari pensate principalmente per scopi ornamentali, mentre la biopiscina mantiene caratteristiche più simili a una piscina tradizionale con zone balneabili definite e standard di qualità dell'acqua idonei al nuoto.
Che cos'è la fitodepurazione in una biopiscina?
La fitodepurazione è il processo naturale attraverso cui le piante acquatiche, in simbiosi con i batteri aerobi presenti nelle loro radici, assorbono nutrienti e degradano sostanze inquinanti mantenendo l'acqua pulita senza necessità di trattamenti chimici.
Come funziona la biopiscina?
La biopiscina funziona grazie a due zone interconnesse: una zona balneabile dove si nuota e una zona di rigenerazione con piante acquatiche che depurano l'acqua attraverso un ciclo continuo di ricircolo.
Quanto costa una biopiscina?
Il costo per una biopiscina medio-piccola (fino a 15 mc di acqua), i costi si aggirano generalmente sui 9.900,00 €. Per strutture più grandi, il prezzo unitario tende a scendere.
Quanto costa una piscina in biodesign?
Una piscina Biodesign ha un costo compreso tra gli 800 e i 1.600 euro al metro quadrato, con una media di mercato attorno ai 1.000-1.200 euro/mq per via della tecnologia brevettata e della lavorazione artigianale del rivestimento.
Quali permessi sono necessari per realizzare una biopiscina?
Per realizzare una biopiscina è generalmente richiesto il Permesso di Costruire ai sensi del D.P.R. 380/2001, anche se l'iter risulta spesso semplificato grazie al basso impatto ambientale di queste strutture.
Piscine Biodesign: servono permessi?
Per le piscine Biodesign è sufficiente presentare una SCIA o CILA (in base al regolamento comunale), con un iter burocratico molto più snello e costi amministrativi fino a sei volte inferiori rispetto alle piscine tradizionali in cemento armato.
Quali sono le dimensioni minime per una biopiscina?
Non esistono dimensioni minime obbligatorie per una biopiscina, tuttavia per garantire un corretto funzionamento della fitodepurazione è necessario prevedere una zona di rigenerazione con piante di superficie almeno pari a quella della zona balneabile.
