Menta Glaciale in Vaso: l'Aromatica dalla Massima Freschezza
Menta glaciale: coltivazione, usi e proprietà della varietà più rinfrescante
Menta glaciale, due parole che evocano subito freschezza, profumo intenso e quel piacevole effetto freezing che la distingue da tutte le altre varietà del genere Mentha. Conosciuta anche con il nome scientifico di Mentha rotundifolia, questa pianta aromatica appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed è una delle erbacee perenni più amate da chi cerca un'aromatica resistente, generosa e incredibilmente versatile. Che tu voglia coltivarla sul balcone per avere foglie fresche sempre a portata di mano, oppure utilizzarla per preparare tisane, cocktail o piatti creativi, la menta glaciale non delude mai.
Si tratta di una pianta stolonifera che si adatta con sorprendente facilità a diversi climi e terreni, tanto da poter essere coltivata senza difficoltà in tutta Italia. Il suo olio essenziale, ricco di mentolo, le conferisce quell'aroma inconfondibile che la rende perfetta in cucina, in erboristeria e persino in ambito cosmetico. In questa guida noi di Quadrifoglio Garden ti accompagniamo alla scoperta di tutto ciò che devi sapere sulla menta glaciale: dalle caratteristiche botaniche alla coltivazione passo dopo passo, dalle proprietà benefiche fino a tutti gli usi che puoi farne nella vita di tutti i giorni.


Cos'è la menta glaciale e come riconoscerla
La menta glaciale è una pianta erbacea perenne che rientra nel vasto e affascinante genere Mentha, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae (note anche come Labiate). La particolarità di questo genere è la sua straordinaria tendenza all'ibridazione: esistono infatti tra le 15 e le 30 specie riconosciute, e la facilità con cui si incrociano tra loro rende la classificazione tassonomica piuttosto complessa. Proprio per questo motivo, in alcune fonti potresti trovare la menta glaciale associata a nomi diversi come Mentha rotundifolia, Mentha arvensis o persino Mentha aquatica, a testimonianza di quanto il genere sia fluido e variegato.
Ciò che è certo è che si tratta di una pianta officinale di origine europea, la cui coltivazione si è diffusa a partire dalla fine del XVIII secolo in Inghilterra, per poi conquistare orti e giardini di tutta Europa. Oggi la menta glaciale è una delle varietà di menta più apprezzate in Italia, accanto alla menta piperita e alla menta romana, e la si coltiva con successo da Nord a Sud della Penisola grazie alla sua notevole rusticità.
Foglie, fusti e fiori: le caratteristiche distintive
Riconoscere la menta glaciale è piuttosto semplice una volta che ne conosci i tratti principali. Le foglie sono il suo biglietto da visita: di forma rotondeggiante (da qui il nome "rotundifolia"), si presentano spesse, rugose e leggermente vellutate al tatto, con una leggera peluria che le ricopre. La pagina superiore è di un bel verde scuro brillante, mentre quella inferiore appare più chiara. Basta sfiorarle per liberare un profumo intenso e inconfondibile, dominato da note mentolate con quel caratteristico effetto freezing che lascia in bocca una sensazione quasi ghiacciata.
I fusti sono eretti e presentano la tipica sezione quadrata delle Lamiaceae, con colorazioni che variano dal verde scuro al violetto e una ramificazione abbondante. L'aspetto complessivo è cespuglioso: in condizioni ottimali di esposizione e umidità, la pianta può raggiungere un'altezza compresa tra i 30 e i 60 cm, arrivando anche a 80-90 cm quando il terreno è particolarmente fertile e umido.
I fiori sono piccoli e delicati, di colore bianco o rosa-violaceo, e si raggruppano in spighe terminali lunghe e strette all'apice degli steli. La fioritura avviene in estate, generalmente tra giugno e agosto, e in questo periodo i fiori attirano gli insetti impollinatori come le api. L'apparato radicale è superficiale ma estremamente ramificato: le radici stolonifere si espandono nel terreno generando continuamente nuove piantine, il che spiega la natura fortemente infestante di questa specie.
Dal punto di vista organolettico, l'olio essenziale della menta glaciale è composto per circa il 50% da mentolo, a cui si aggiungono mentone, eucaliptolo e limonene. Il risultato è un aroma fresco, dolciastro e balsamico, più delicato rispetto alla menta piperita ma decisamente più intenso e "ghiacciato" rispetto alla menta romana. Il sapore è dolciastro e rinfrescante, con quella nota "glaciale" che la rende così riconoscibile e apprezzata.
Come coltivare la menta glaciale
Se c'è una cosa che rende la menta glaciale particolarmente adatta anche ai giardinieri alle prime armi è la sua incredibile rusticità. Parliamo di una pianta che resiste al gelo fino a -20°C, si adatta a condizioni climatiche molto diverse e cresce praticamente ovunque le venga offerto un minimo di attenzione. Attenzione però: proprio questa resistenza fuori dal comune ha un rovescio della medaglia. La menta glaciale è una pianta infestante e, se coltivata in piena terra senza precauzioni, è capace di soffocare le piante vicine occupando tutto lo spazio a disposizione. Per questo motivo, il nostro consiglio è di preferire sempre la coltivazione in vaso, a meno che tu non le dedichi un'area ben delimitata del giardino.
Terreno, esposizione e irrigazione
Il terreno ideale per la menta glaciale è profondo, sciolto, fertile e soprattutto ben drenato. Questa pianta ama l'umidità ma non sopporta i ristagni idrici, che possono provocare marciume radicale e compromettere seriamente la salute delle radici. Meglio evitare i terreni troppo argillosi o pesanti, che impediscono il corretto deflusso dell'acqua. Un buon substrato per la coltivazione in vaso è composto da metà terriccio da giardino, una generosa percentuale di concime organico e circa il 10% di sabbia per garantire il drenaggio. Dopo un paio d'anni è consigliabile rinnovare il terriccio per arricchirlo di nuove sostanze nutritive.
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Per quanto riguarda l'esposizione, la menta glaciale cresce bene sia in pieno sole che in mezz'ombra, dimostrando ancora una volta la sua adattabilità. L'unica accortezza è evitare le correnti d'aria, che non gradisce particolarmente. Durante l'inverno la parte aerea della pianta tende a scomparire se lasciata all'esterno, ma le radici sopravvivono senza problemi e in primavera la vegetazione riprende vigorosa.
L'irrigazione richiede un po' di attenzione stagionale: durante il periodo estivo le annaffiature devono essere frequenti e abbondanti, mentre nel resto dell'anno è sufficiente mantenere il terreno moderatamente umido senza mai esagerare. La regola d'oro è semplice: terreno umido sì, fradicio mai.
Concimazione e potatura
La concimazione ideale prevede un apporto equilibrato di potassio, fosforo e azoto, tre elementi che favoriscono lo sviluppo delle foglie e la produzione di oli essenziali. Se prepari il terreno prima del trapianto con del concime organico o dello stallatico maturo, la pianta avrà tutto ciò che le serve per una crescita rigogliosa. In alternativa, durante la stagione vegetativa puoi utilizzare un concime liquido organico da somministrare periodicamente.
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La potatura della menta glaciale è semplice ma importante. Il trucco fondamentale è cimare le infiorescenze man mano che compaiono: questo accorgimento stimola la pianta a produrre più foglie anziché concentrare le sue energie sulla fioritura. Quando la vegetazione ingiallisce in tardo autunno, potala al livello del suolo per prepararla al riposo invernale. Durante la stagione di crescita, ricordati di rimuovere regolarmente i rami secchi, malati o danneggiati per prevenire la diffusione di eventuali malattie e favorire l'emissione di nuovi germogli.
Coltivare la menta glaciale in vaso
Come già anticipato, il vaso è in assoluto la scelta migliore per coltivare la menta glaciale, e non solo per contenere la sua natura infestante. La coltivazione in vaso permette di gestire meglio l'irrigazione, controllare la qualità del terriccio e tenere la pianta a portata di mano per l'uso quotidiano in cucina.
L'accorgimento fondamentale è scegliere contenitori con fori di drenaggio sul fondo, indispensabili per evitare i temuti ristagni idrici. Se possibile, prediligi i vasi di terracotta, che permettono al terreno di respirare e mantengono un microclima più favorevole per le radici rispetto alla plastica. Le dimensioni devono essere adeguate: considera che l'apparato radicale della menta glaciale si espande rapidamente, quindi un vaso troppo piccolo ne limiterebbe la crescita. Un rinvaso annuale è consigliato per rinnovare il substrato e dare spazio alle radici, scegliendo tra i vasi per piante da interno più adatti alle dimensioni della tua menta.
La buona notizia è che in vaso la crescita risulta più contenuta e gestibile, il che rende questa pianta perfetta per balconi e terrazzi e davanzali. Magari proprio quello della cucina, così da avere foglie profumatissime sempre pronte all'uso.
Moltiplicazione: talea, stoloni e divisione dei cespi
Se vuoi ottenere nuove piantine di menta glaciale, scordati la semina tradizionale: i semi hanno una germinabilità bassissima e nella maggior parte dei casi non danno risultati apprezzabili. Per fortuna esistono tre metodi alternativi molto più efficaci e alla portata di tutti.
La talea di apici vegetativi è probabilmente il metodo più semplice: basta prelevare una porzione di stelo con alcune foglie e metterla a radicare in acqua o direttamente nel terriccio umido. Il tasso di successo è ottimo.
La moltiplicazione tramite stoloni è altrettanto efficace: dalle piante di almeno un anno di età, in primavera, si prelevano gli stoloni e si piantano a una profondità di circa 10-15 cm nel terreno o in vaso. Le nuove piantine attecchiscono rapidamente e iniziano a svilupparsi in modo autonomo.
La divisione dei cespi funziona benissimo su piante mature con una chioma fitta e ben sviluppata. Si effettua in primavera o in autunno: la pianta viene estratta con delicatezza dal terreno cercando di preservare il più possibile le radici, poi il cespo viene diviso in porzioni più piccole, ciascuna con il proprio apparato radicale. Le nuove piantine vanno trapiantate mantenendo una distanza di circa 20-30 cm tra l'una e l'altra per garantire spazio adeguato alla crescita.
Fioritura, raccolta e conservazione delle foglie
La fioritura della menta glaciale avviene in piena estate, generalmente tra giugno e agosto, anche se in condizioni particolarmente favorevoli può protrarsi fino a ottobre. Questo è il periodo in cui le foglie raggiungono la massima concentrazione di oli essenziali e mentolo, con il picco che si registra proprio nel mese di agosto, durante la piena fioritura.
La raccolta delle foglie può avvenire in realtà durante tutto l'anno, ma il momento migliore dipende dall'uso che intendi farne. Per il consumo fresco il periodo ideale è tra maggio e giugno, quando le foglie sono giovani, tenere e ricche di aroma. Per l'estrazione degli oli essenziali, invece, conviene attendere la piena fioritura estiva.
L'essiccazione è il metodo più tradizionale per conservare la menta glaciale a lungo. Le foglie raccolte vengono essiccate all'aria e al sole, poi conservate in barattoli di vetro chiusi ermeticamente per mantenere l'aroma vivo e intenso. Se eseguita correttamente, la menta essiccata mantiene il suo profumo originale per 12-18 mesi. Le foglie essiccate e frantumata possono essere utilizzate direttamente in cottura, sul piatto finito oppure per l'infusione in olio aromatizzato.
Malattie e parassiti della menta glaciale
Nonostante la sua proverbiale rusticità, la menta glaciale non è del tutto immune da problemi fitosanitari. Conoscere i principali nemici di questa pianta ti permette di intervenire tempestivamente e mantenere la tua aromatica in perfetta salute.
Gli afidi rappresentano la minaccia più comune nel periodo estivo, quando il caldo e l'umidità ne favoriscono la proliferazione. Si presentano come piccolissimi puntini neri su fusti e foglie, nutrendosi della linfa e indebolendo progressivamente la pianta. Un getto forte di acqua può essere sufficiente a spazzarli via; in caso contrario, elimina le parti danneggiate e utilizza prodotti specifici per evitare il contagio ad altre piante.
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La ruggine della menta, causata dal fungo Puccinia menthae, è un'altra insidia da non sottovalutare. Si manifesta con rigonfiamenti e puntini rossastri su steli e foglie che poi evolvono in macchioline nerastre. In questo caso la soluzione è radicale: le piante infette vanno eliminate e bruciate per impedire la diffusione del fungo.
L'oidio è favorito da un clima caldo e umido e attacca la pianta con una patina biancastra sulle foglie, particolarmente durante i periodi di siccità. Anche il marciume radicale e del colletto merita attenzione: si manifesta con un progressivo ingiallimento delle foglie e il deperimento della pianta, ed è quasi sempre legato a un cattivo drenaggio del terreno e a ristagni idrici prolungati.
Tra gli altri parassiti si segnalano la cocciniglia e le cicaline delle piante aromatiche, che si nutrono della linfa provocando macchie e ingiallimenti fogliari. La prevenzione resta l'arma migliore: garantire un buon drenaggio, evitare di piantare troppo fitto, controllare regolarmente foglie e fusti e rimuovere prontamente le parti compromesse.
Proprietà e benefici della menta glaciale
La menta glaciale non è solo una pianta dal profumo irresistibile: nasconde un vero e proprio tesoro di sostanze benefiche che la rendono preziosa anche dal punto di vista salutistico. La sua composizione chimica è ricca e variegata, a partire dall'olio essenziale che costituisce circa il 50% di mentolo, affiancato da mentone, cineolo e limonene. Ma le foglie contengono molto di più: flavonoidi, carotenoidi, vitamina E, vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6), polifenoli, tannini, acido oleico, acido linolenico e sali minerali.
Proprietà digestive, balsamiche e antibatteriche
Sul fronte dell'apparato digerente, la menta glaciale vanta una spiccata azione digestiva, spasmolitica e carminativa. Questo significa che può essere un valido aiuto in caso di dispepsie, crampi addominali e gonfiori, soprattutto quando consumata sotto forma di tisana o infuso dopo i pasti.
Le proprietà balsamiche ed espettoranti sono forse tra le più conosciute e apprezzate. Grazie alla presenza di eucaliptolo e limonene, la menta glaciale risulta efficace nel contrastare tosse, raffreddore, mal di gola, bronchiti e congestioni delle vie respiratorie, donando un senso immediato di sollievo e freschezza. I suffumigi con le foglie di menta rappresentano un rimedio tradizionale ancora oggi molto utilizzato per liberare il naso chiuso.
Le sue proprietà antibatteriche e antisettiche la rendono poi particolarmente utile per l'igiene orale: combatte l'alitosi, previene le infezioni del cavo orale e può essere impiegata come collutorio naturale attraverso un decotto tiepido. L'azione analgesica aiuta ad alleviare il mal di testa e la tensione muscolare, mentre le sue qualità vasodilatatorie contribuiscono alla protezione della circolazione sanguigna. Le vitamine del gruppo B completano il quadro con un effetto tonificante e stimolante, utile per ridurre la stanchezza, sostenere il metabolismo e migliorare la concentrazione.
Controindicazioni e precauzioni
Come per tutte le piante officinali, anche la menta glaciale presenta alcune controindicazioni che è bene conoscere. Il mentolo può risultare tossico per chi soffre di favismo ed è sconsigliato a chi ha problemi di gastrite o glaucoma. L'uso è da evitare in gravidanza e durante l'allattamento, così come la somministrazione ai bambini, nei quali può provocare forte eccitazione nervosa. Possono inoltre verificarsi fenomeni di ipersensibilità o allergia: il consiglio è di iniziare sempre con piccole quantità e, per qualsiasi utilizzo a scopo terapeutico, consultare un medico o un esperto in erboristeria.
Tutti gli usi della menta glaciale
Se c'è una parola che descrive alla perfezione la menta glaciale è "versatilità". Questa pianta aromatica trova impiego in una gamma di ambiti davvero sorprendente: dalla cucina quotidiana alla preparazione di bevande rinfrescanti, dall'erboristeria tradizionale alla cosmesi naturale, fino all'industria alimentare e dell'igiene personale. Il suo olio essenziale è apprezzato nei settori più disparati, dai dentifrici alle caramelle, passando per liquori, cioccolato e prodotti per l'igiene intima.
Usi in cucina: dalle insalate ai dolci
In cucina la menta glaciale dà il meglio di sé quando viene utilizzata fresca, sprigionando tutto il suo aroma al contatto con gli ingredienti. Le foglie fresche sono perfette nelle insalate di frutta e nelle macedonie estive, dove aggiungono una nota di freschezza inconfondibile. L'abbinamento con i cetrioli è un classico intramontabile, così come l'uso nelle insalate estive più creative.
Nel mondo dei dolci e dei dessert la menta glaciale è una vera protagonista: gelati, sorbetti, cheesecake, panna cotta, budini e biscotti acquistano una marcia in più con l'aggiunta di qualche foglia. L'abbinamento menta e cioccolato è un grande classico della pasticceria, mentre lo zucchero a velo alla menta (preparato frullando foglie fresche con lo zucchero) è un trucco semplice ma d'effetto per decorare e aromatizzare le tue preparazioni.
Anche nei piatti salati questa aromatica sa farsi valere: provala con patate novelle, piselli, minestre, stufati, ripieni, risotti e piatti a base di carne e pesce. Si sposa meravigliosamente con i legumi come fagioli e fave, che contribuisce a rendere più digeribili e freschi. Un piccolo consiglio: evita di associarla all'aglio, perché i due aromi tendono a sovrapporsi in modo poco armonioso.
Tra le preparazioni speciali, vale la pena sperimentare l'olio aromatizzato alla menta (foglie in infusione in olio d'oliva per 7-10 giorni), il sale aromatizzato con menta, salvia, rosmarino e timo, e la salsa tzatziki dove la menta aggiunge freschezza allo yogurt greco.
Usi nelle bevande: tisane, cocktail e liquori
La preparazione di una tisana di menta glaciale è semplice e alla portata di tutti: basta un cucchiaino di foglie essiccate (o alcune foglie fresche spezzettate) in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e dolcificare a piacere con un po' di miele. Si può bere fino a due volte al giorno, ed è particolarmente apprezzata sia calda in inverno che fredda come bevanda estiva rinfrescante.
Il tè alla menta nella tradizione marocchina rappresenta un vero rituale: la menta glaciale abbinata al tè verde crea una bevanda dissetante, tonificante e carica di proprietà benefiche. Ma è nel mondo dei cocktail che questa varietà dà spettacolo: il mojito preparato con la menta glaciale guadagna una freschezza ancora più intensa e "ghiacciata" rispetto ad altre varietà. Perfetta anche per mint julep, tè freddi, acque aromatizzate e infinite variazioni di drink estivi.
Per chi ama i liquori fatti in casa, lo sciroppo di menta è una preparazione tradizionale e semplicissima: foglie fresche, un po' di alcol, zucchero e acqua sono tutto ciò che serve. Il risultato è un ottimo digestivo dopo i pasti e una base versatile per cocktail casalinghi, perfetta anche in abbinamento con un liquore ai frutti di bosco.
Usi in erboristeria e cosmesi
In erboristeria la menta glaciale viene utilizzata sotto molteplici forme: infuso digestivo, tintura, estratto secco e olio essenziale. I suffumigi realizzati con le foglie in acqua bollente sono un rimedio naturale eccellente per decongestionare il raffreddore e liberare le vie respiratorie. Un decotto tiepido può essere impiegato come collutorio naturale per alleviare il mal di gola e disinfettare il cavo orale.
Per i dolori muscolari e reumatici, la tradizione erboristica suggerisce un composto di foglie lasciate macerare in olio, da utilizzare per massaggi localizzati sulle parti interessate da emicrania, nevralgie facciali e tensioni muscolari. I risciacqui con decotto di menta sono utilizzati anche per alleviare il mal di gola.
In ambito cosmetico la menta glaciale si presta alla preparazione di scrub naturali, sali da bagno e impacchi rinfrescanti per viso e corpo. Aggiunta all'acqua del bagno, ha un effetto rilassante e tonificante per la pelle, aiutando a togliere la sensazione di stanchezza. Nell'industria, il suo olio essenziale è ingrediente fondamentale di dentifrici, collutori, caramelle, chewing gum e numerosi prodotti per la cura della persona.
Menta glaciale e menta rossa glaciale: differenze e varietà a confronto
Navigando tra cataloghi di vivai e garden center potresti imbatterti nella cosiddetta menta rossa glaciale, chiedendoti se si tratti della stessa pianta o di qualcosa di diverso. Facciamo chiarezza.
Cos'è la menta rossa glaciale
La menta rossa glaciale è essenzialmente una variante della menta glaciale classica, caratterizzata da steli e venature fogliari con sfumature rossastre o purpuree che le conferiscono un aspetto particolarmente decorativo. Dal punto di vista colturale le esigenze sono identiche: terreni freschi, fertili e drenati, esposizione al sole o in mezz'ombra, irrigazione regolare senza ristagni.
Anche gli usi in cucina coincidono: foglie fresche in insalate di frutta, gelati, sorbetti, bevande fredde al latte e tè, sciroppi e dolci. Le foglie arricchiscono di sapore insalate, ripieni, minestre, risotti e stufati esattamente come la varietà verde classica. Un aspetto interessante è che, grazie alle sue tonalità purpuree, la menta rossa glaciale può essere impiegata anche come pianta ornamentale nei giardini e sui terrazzi, aggiungendo un tocco di colore alle bordure e alle aiuole aromatiche. Secondo alcune fonti, questa varietà aiuta anche a tenere lontani gli insetti, un vantaggio non trascurabile per chi coltiva un orto.
Differenze tra menta glaciale, menta piperita e menta romana
Orientarsi tra le varietà di menta può sembrare complicato, ma le differenze principali sono piuttosto nette una volta che le conosci.
La menta glaciale (Mentha rotundifolia) si distingue per le foglie rotonde, il profumo dolciastro con il tipico effetto freezing e una grande versatilità in cucina e nelle bevande. È la più rustica e infestante tra le tre.
La menta piperita (Mentha x piperita) è nata dall'incrocio tra la menta d'acqua (Mentha aquatica) e la menta romana (Mentha spicata). Produce foglie dal sapore estremamente intenso, forse eccessivo per l'uso diretto in cucina, ed è per questo utilizzata soprattutto per l'estrazione dell'essenza e nella produzione industriale. Ne esistono due tipologie: la menta bianca, con steli verde chiaro e fiori bianchi, e la menta nera, con sfumature tendenti al rosso scuro.
La menta romana o mentastro (Mentha spicata) presenta steli di color rossastro e foglie ovali e allungate con una leggera peluria biancastra. È una specie rustica diffusa in tutta Italia sotto i 1200 m di altitudine, adatta alla preparazione di piatti salati a base di carne e pesce e alle infusioni.
Vale la pena citare anche la mentuccia (Calamintha nepeta), che non appartiene propriamente al genere Mentha ma per affinità vi viene spesso accostata: dal sapore più delicato, è l'ingrediente imprescindibile dei carciofi alla romana e di molti piatti della tradizione laziale.
Un po' di storia: la menta dall'antichità a oggi
La menta accompagna l'umanità da millenni, e la sua storia è ricca di leggende e usi sorprendenti. Nella mitologia greca Mintha era una ninfa amata da Ade, dio degli Inferi. Persefone, moglie gelosa di Ade, la trasformò per vendetta in un'erba, ma le donò l'aroma che le è tipico come ricompensa per la trasformazione subita. Un mito che spiega in modo poetico l'origine di una delle piante più profumate della natura.
Ben prima dei Greci, gli antichi Egizi conoscevano e veneravano questa pianta: resti di menta sono stati ritrovati all'interno di tombe egizie, dove foglie e rametti venivano posti nei sarcofagi per accompagnare i defunti nell'aldilà. La pianta era consacrata alla dea Iside e il suo uso era riservato ai sacerdoti per la preparazione di un unguento che si credeva donasse lunga vita.
Greci e Romani la impiegavano per la sua fragranza e per i suoi benefici sulla salute, mentre nel Medioevo la menta veniva utilizzata per trattare disturbi digestivi, mal di testa e problemi respiratori. Fu verso la fine del 1600 che un botanico inglese individuò e classificò per la prima volta la menta piperita, dando il via alla coltivazione sistematica che ha portato la menta a diffondersi in tutto il mondo. Oggi, tra le varietà più amate in Italia, la menta glaciale e la menta romana continuano questa tradizione millenaria, regalando freschezza, benessere e sapore a chi le coltiva e le utilizza.
La menta glaciale nel tuo giardino con Quadrifoglio Garden
Arrivato a questo punto hai a disposizione tutte le informazioni per coltivare, raccogliere e sfruttare al meglio la menta glaciale in ogni suo aspetto. Che tu voglia aggiungerla all'orto aromatico sul balcone, preparare tisane rinfrescanti per l'estate o semplicemente godere del suo profumo inebriante in giardino, questa varietà di menta saprà ripagare ogni tua attenzione con generosità.
Noi di Quadrifoglio Garden mettiamo a tua disposizione un ampio catalogo di piante aromatiche e tutto il necessario per la cura della pianta, disponibili nel nostro e-commerce con spedizione in tutta Italia. Se invece hai bisogno di una mano per la progettazione, la realizzazione o la manutenzione del tuo giardino aromatico, il nostro team di professionisti è operativo a Torino e in tutto il Piemonte: dalla scelta delle piante giuste alla preparazione del terreno, dalla messa a dimora alla cura stagionale, ci occupiamo di tutto noi. Contattaci per trasformare il tuo spazio verde in un angolo profumato e rigoglioso.
Domande frequenti sulla menta glaciale
Che cos'è la menta ghiaccio?
"Menta ghiaccio" è semplicemente un nome popolare con cui viene chiamata la menta glaciale (Mentha rotundifolia), dovuto alla sensazione di freddo intenso che le sue foglie lasciano in bocca grazie all'elevata concentrazione di mentolo nel suo olio essenziale.
Si possono mangiare le foglie di menta crude?
Sì, le foglie di menta glaciale si possono consumare tranquillamente crude e anzi è il modo migliore per apprezzarne l'aroma fresco e il caratteristico effetto freezing, aggiungendole a insalate, macedonie, bevande o semplicemente masticandone una per rinfrescare l'alito.
Cosa non piantare vicino alla menta?
Evita di coltivare la menta glaciale vicino alla camomilla, al prezzemolo e in generale ad altre piante aromatiche dal portamento contenuto, perché la sua natura fortemente infestante e le sue radici stolonifere tendono a invadere lo spazio circostante sottraendo acqua e nutrienti alle piante più deboli.
Quanto dura la menta in vaso?
Essendo una pianta erbacea perenne, la menta glaciale in vaso può vivere tranquillamente per molti anni a patto di effettuare un rinvaso annuale con terriccio fresco e di garantire un buon drenaggio, annaffiature regolari e una potatura a livello del suolo a fine autunno per favorire il rigetto primaverile.
Come avere la menta tutto l'anno?
Il modo più semplice è coltivarla in vaso e spostarla in una zona riparata o all'interno durante l'inverno per evitare che la parte aerea scompaia con il gelo, oppure raccogliere le foglie nel periodo di massimo aroma (tra maggio e agosto) ed essiccarle al sole conservandole in barattoli di vetro ermetici per averle sempre disponibili.
Cosa fa la menta all'intestino?
La menta glaciale esercita un'azione spasmolitica e carminativa sulla muscolatura intestinale, aiutando a ridurre crampi, gonfiori e meteorismo e favorendo la digestione, motivo per cui una tisana dopo i pasti è un rimedio tradizionale diffuso da secoli.
La menta alza o abbassa la pressione?
La menta glaciale ha proprietà vasodilatatorie che tendono a favorire un lieve abbassamento della pressione arteriosa, quindi chi soffre di pressione già bassa dovrebbe consumarla con moderazione e consultare il proprio medico in caso di dubbi.
La menta cosa allontana?
Il profumo intenso e mentolato della menta glaciale funziona come repellente naturale contro zanzare, formiche, mosche e altri insetti fastidiosi, il che la rende una pianta particolarmente utile da posizionare su balconi, terrazzi e vicino a finestre e porte durante la stagione estiva.
Cosa fa la menta ai gatti?
La menta glaciale non è tossica per i gatti, ma può provocare disturbi gastrointestinali se ingerita in grandi quantità; a differenza dell'erba gatta (Nepeta cataria), che appartiene alla stessa famiglia delle Lamiaceae e ha un effetto euforizzante sui felini, la menta glaciale generalmente non li attrae in modo particolare.