Varietà di mirtillo: Duke, Legacy, Patriot e Bluecrop a confronto
Varietà di mirtillo, quale scegliere? Se ti stai ponendo questa domanda, sei nel posto giusto. Il mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum) è tra le piante da frutto più apprezzate e richieste in Italia, con oltre 700 ettari dedicati alla sua coltivazione concentrati principalmente in Piemonte e Trentino. Ma ecco il punto: non tutte le cultivar sono uguali, e la scelta della varietà giusta è il passaggio che fa davvero la differenza tra un raccolto generoso e una stagione deludente.
In questa guida noi di Quadrifoglio Garden mettiamo a confronto quattro delle varietà più coltivate e apprezzate — Duke, Legacy, Patriot e Bluecrop — analizzando nel dettaglio caratteristiche, punti di forza, limiti e contesti ideali di coltivazione. Che tu stia progettando un piccolo frutteto domestico nel tuo giardino, un impianto più strutturato o semplicemente voglia coltivare qualche pianta in vaso sul terrazzo, alla fine di questo articolo avrai tutte le informazioni necessarie per fare la scelta perfetta. Per un approfondimento ancora più completo sulla pianta e le sue esigenze, puoi consultare anche la nostra guida completa alla coltivazione del mirtillo.
Piccolo segreto che anticipiamo subito: piantare almeno due o tre varietà di mirtillo con maturazioni differenti ti permetterà di avere raccolti scalari che coprono tutta l'estate, da giugno fino a settembre. E non è solo una questione di praticità: più varietà significano anche migliore impollinazione incrociata e, di conseguenza, frutti più abbondanti e di qualità superiore.

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Come scegliere la varietà di mirtillo giusta
Prima di entrare nel dettaglio di ciascuna cultivar, vale la pena fermarsi un momento sui criteri che dovrebbero guidare la tua scelta. Perché sì, tutte e quattro le varietà che vedremo sono eccellenti, ma ognuna ha il suo contesto ideale.
Il primo fattore da valutare è il clima della tua zona. Il mirtillo gigante americano è una pianta che sopporta bene il freddo invernale (alcune varietà arrivano fino a -30°C), ma ciò che fa davvero la differenza è il cosiddetto fabbisogno di freddo: per fruttificare correttamente, la pianta deve accumulare un certo numero di ore con temperature comprese tra 2,5°C e 9°C durante l'inverno. Le varietà high chill (come Duke e Bluecrop) ne richiedono 800-1000 e sono perfette per il Nord Italia, mentre quelle a basso fabbisogno di freddo (come Legacy) si adattano meglio a inverni miti.
Il secondo criterio è l'epoca di maturazione. Ecco la classificazione rapida delle quattro protagoniste di questo articolo:
- Duke — varietà precoce (giugno)
- Patriot — varietà medio-precoce (fine giugno – luglio)
- Bluecrop — varietà intermedia (fine giugno – inizio luglio)
- Legacy — varietà tardiva (luglio, prosegue oltre)
Abbinando una precoce e una tardiva garantisci una raccolta scalare che copre un arco temporale molto più ampio. E c'è un vantaggio ulteriore che molti sottovalutano: il mirtillo gigante americano è una pianta ermafrodita autofertile, ma trae un beneficio concreto dalla presenza di un'altra cultivar con periodo di fioritura concomitante. L'impollinazione incrociata migliora sia la quantità sia la qualità delle bacche, quindi piantare più varietà non è solo consigliato — è strategico.
Mirtillo Duke: la varietà precoce di riferimento
Se esiste un punto di riferimento tra le varietà precoci di mirtillo a livello internazionale, quello è senza dubbio il mirtillo Duke. Coltivata negli Stati Uniti a partire dal 1986, questa cultivar si è guadagnata negli anni la fiducia di coltivatori professionisti e hobbisti in tutto il mondo, e c'è un motivo molto preciso.
Caratteristiche della pianta e del frutto
Il mirtillo Duke si presenta come un arbusto dal portamento eretto ed espanso, con germogli rigidi che raggiungono un'altezza compresa tra 1,3 e 1,8 metri. La pianta appartiene alla specie Vaccinium corymbosum (famiglia delle Ericaceae) ed è classificata come Northern Highbush, il gruppo di varietà più adatte ai climi continentali.
La caratteristica che rende Duke davvero speciale è apparentemente contraddittoria: fiorisce tardi ma matura presto. La fioritura avviene tra la terza decade di marzo e la prima decade di aprile, il che significa che i fiori sfuggono alle temute gelate tardive primaverili — un rischio concreto per chi coltiva in Piemonte e nel Nord Italia. Eppure i frutti maturano già a inizio giugno, rendendola una delle prime varietà a regalare il raccolto.
Le bacche sono di pezzatura medio-grande, di colore azzurro chiaro e ricoperte da un'abbondante pruina che conferisce quell'aspetto opaco caratteristico. La buccia è liscia, compatta e particolarmente croccante. Il sapore è dolce, bilanciato da una leggera nota acidula, e — dettaglio interessante — migliora notevolmente dopo la refrigerazione. Attenzione però: se raccolto in ritardo, il frutto tende a perdere sapore e diventare insipido. La conservabilità post-raccolta è eccellente, il che lo rende adatto al consumo fresco, alla surgelazione e alla trasformazione.
Per chi è indicato il mirtillo Duke
La resistenza al freddo di Duke è eccellente: si comporta bene sia negli inverni rigidi dell'estremo nord sia nelle estati calde delle zone meridionali europee. Non a caso è una varietà considerata particolarmente interessante per gli areali piemontesi, grazie alla sua spiccata precocità di maturazione.
Un altro punto a favore: la raccolta avviene in soli 2-3 passaggi grazie alla distribuzione uniforme dei frutti nella parte esterna della chioma, una caratteristica che la rende adatta anche alla raccolta meccanica negli impianti professionali. La pianta richiede però una potatura regolare per mantenere la qualità del raccolto costante nel tempo.
In sostanza, se vivi in una zona con inverni freddi e cerchi una varietà precoce, produttiva e affidabile — Duke è la scelta sicura. È la cultivar che noi di Quadrifoglio Garden consigliamo come prima pianta a chi si avvicina alla coltivazione del mirtillo.
Mirtillo Bluecrop: la varietà più coltivata al mondo
Quando si parla di mirtillo Bluecrop, si parla della cultivar più piantata e coltivata al mondo. Un primato che detiene da decenni e che non sembra voler cedere. Se c'è una sola varietà che potremmo definire "la classica tra le classiche", è questa.
Caratteristiche della pianta e del frutto
Il Bluecrop nasce dal lavoro di Coville negli Stati Uniti nel 1934, ma viene introdotto ufficialmente sul mercato solo nel 1952. Da quel momento in poi ha conquistato ogni angolo del pianeta dove si coltivano mirtilli, e non per caso.
La pianta è un arbusto vigoroso dal portamento eretto, di taglia media, che tende ad allargarsi sotto il peso dei frutti — un segnale della sua generosità produttiva. La maturazione è intermedia: i frutti si raccolgono tra fine giugno e inizio luglio, collocando Bluecrop perfettamente a metà stagione.
Parliamo dei numeri che contano: la produttività è impressionante, con 3-4 kg per pianta e punte che possono arrivare fino a 6 kg. C'è però un aspetto da tenere presente: quando la produzione è eccessiva, la pezzatura dei frutti tende a contrarsi. La soluzione? Una potatura intensa e regolare, che mantenga l'equilibrio tra quantità e qualità.
I frutti sono di pezzatura grande, con una caratteristica forma rotondo-oblunga e un colore blu cobalto inconfondibile. La polpa è soda e consistente, il sapore molto gradevole, aromatico e dolce. Bluecrop è una varietà autofertile, ma come per tutte le cultivar di mirtillo gigante americano, la produzione migliora sensibilmente con l'impollinazione incrociata.
Elemento da non trascurare: in autunno il fogliame si colora di un rosso acceso che aggiunge un valore ornamentale notevole alla pianta, trasformandola in un elemento decorativo nel giardino anche fuori dal periodo produttivo.
Per chi è indicato il mirtillo Bluecrop
Bluecrop è la quintessenza della rusticità. Offre un'ottima resistenza al freddo invernale e ai ritorni di gelo tardivi, e — cosa che lo distingue dalle altre tre varietà di questo confronto — possiede una marcata tolleranza alla siccità. Un vantaggio concreto per chi non dispone di un impianto di irrigazione perfettamente calibrato.
L'adattabilità è un altro dei suoi punti forti: si comporta bene in contesti climatici e pedologici diversi, ha un alto rendimento e una lunga durata di produzione. È particolarmente indicato per le zone più fresche del Nord Italia, e i suoi frutti sono perfetti sia per il consumo fresco sia per la preparazione di confetture e marmellate.
Arrivato a questo punto, se ci chiedessi quale singola varietà consigliare a un principiante assoluto, la risposta sarebbe proprio Bluecrop. È la pianta che perdona di più gli errori e che premia con costanza anche chi non ha grande esperienza.
Mirtillo Patriot: resistente e adattabile anche ai terreni difficili
Il mirtillo Patriot è la varietà che sa sorprendere. Magari non ha la fama planetaria di Bluecrop o la precocità leggendaria di Duke, ma possiede una combinazione di qualità che la rendono preziosa in situazioni dove le altre cultivar faticano. Se hai un terreno complicato, Patriot potrebbe essere la tua migliore alleata.
Caratteristiche della pianta e del frutto
Il Patriot è il risultato di un incrocio tra la specie europea Vaccinium myrtillus (il mirtillo nero selvatico dei nostri boschi, dai frutti saporiti ma piccoli) e il Vaccinium corymbosum dal portamento più imponente. Da questo incontro nasce una pianta dal portamento cespuglioso e compatto, con vegetazione rigogliosa che raggiunge un'altezza di circa 1,20 metri e un'espansione di 60 cm.
La fioritura è precoce (inizio maggio) e particolarmente decorativa: piccole campanelle bianche con bordi rosati, riunite in grappoli pendenti. La maturazione è medio-precoce, con frutti che si raccolgono da fine giugno a fine luglio in modo scalonato.
E qui arriviamo ai frutti, che sono il fiore all'occhiello di questa cultivar: pezzatura grande, forma leggermente allungata, colore blu brillante e un gusto che non delude. Le bacche sono molto saporite, decisamente dolci a piena maturazione, con una polpa consistente che le rende particolarmente adatte alla surgelazione. Le qualità gustative sono definite "elevate" da tutti i principali database varietali.
Il fogliame autunnale, con le sue sfumature arancioni vivaci, regala un tocco estetico che ne fa anche una pianta decorativa da giardino.
Per chi è indicato il mirtillo Patriot
Ecco dove Patriot gioca le sue carte migliori. La resistenza al freddo è eccezionale, con la capacità di sopportare temperature fino a -25°C. Ma il vero asso nella manica è la sua resistenza al Phytophthora, un fungo che causa marciumi radicali e rappresenta un problema serio in terreni con drenaggio non ottimale. Patriot non ne soffre.
Questo si traduce in un vantaggio pratico enorme: è una varietà rustica e adattabile anche a terreni piuttosto pesanti e argillosi, situazioni in cui altre cultivar di mirtillo farebbero fatica o morirebbero. Se il tuo terreno non è esattamente quello ideale per una pianta acidofila — ben drenato, sciolto e ricco di sostanza organica — Patriot ti offre un margine di tolleranza in più.
Un consiglio: con una potatura più decisa, i frutti crescono ancora più grandi. E non dimenticare che Patriot beneficia in modo significativo della presenza di un'altra varietà nelle vicinanze per una buona impollinazione incrociata e una fruttificazione abbondante.
Per le sue dimensioni contenute, il mirtillo Patriot può essere mantenuto anche come pianta decorativa per esterni o coltivato in vasi per piante da esterno su terrazzi e balconi.
Mirtillo Legacy: il mirtillo tardivo per prolungare la raccolta
Chiudiamo la nostra analisi con il mirtillo Legacy, la varietà che entra in scena quando le altre hanno già dato il meglio. Se Duke apre la stagione a giugno e Bluecrop copre il cuore dell'estate, Legacy è quella che ti permette di continuare a raccogliere bacche quando le altre piante hanno ormai esaurito la produzione.
Caratteristiche della pianta e del frutto
Il Legacy è una cultivar di Vaccinium corymbosum dal portamento eretto ed espanso, con elevata vigoria e rapido sviluppo. È una delle varietà più imponenti tra quelle che trattiamo: può raggiungere un'altezza di 1,5-2 metri, rendendola un arbusto di presenza significativa nel giardino.
La maturazione è tardiva, con i frutti che iniziano a maturare nel mese di luglio — circa una settimana dopo Bluecrop — ma con una durata di raccolta più lunga, che si estende per diversi giorni in più rispetto alle varietà intermedie. Questa epoca di raccolta prolungata è uno dei tratti più apprezzati dai coltivatori.
I frutti sono di pezzatura media, con un sapore dolce e molto aromatico accompagnato da una buona acidità di fondo che equilibra il profilo organolettico. La conservabilità è buona, il che li rende versatili tanto per il consumo fresco quanto per la trasformazione.
In autunno, il fogliame di Legacy regala sfumature rosso-arancio prima della caduta delle foglie, confermando il valore ornamentale che accomuna molte cultivar di mirtillo.
Per chi è indicato il mirtillo Legacy
Qui bisogna prestare attenzione, perché Legacy ha un profilo diverso rispetto alle altre tre varietà. Il suo fabbisogno di freddo è medio-basso, il che lo rende particolarmente adatto a zone con climi caldi e inverni miti. In queste condizioni la pianta tende perfino a mantenere parzialmente la vegetazione della stagione precedente.
L'altra faccia della medaglia: Legacy è sensibile alle gelate tardive, un aspetto che lo differenzia nettamente da Duke (che le evita grazie alla fioritura posticipata). Predilige inoltre posizioni poco ventose e ben esposte al sole.
La produttività è elevata e la buona adattabilità a diversi tipi di terreno (sempre con pH tendenzialmente acido) lo rende gestibile anche per chi non ha condizioni perfette. La scelta strategica ideale è inserire Legacy come complemento tardivo in un impianto che già include Duke o Patriot come varietà precoci, così da coprire l'intera estate con un flusso continuo di frutti freschi.
Duke, Bluecrop, Patriot e Legacy a confronto: quale scegliere
Ora che conosci nel dettaglio le caratteristiche di ciascuna cultivar, è il momento di metterle fianco a fianco per capire quale (o quali) fanno davvero al caso tuo.
Partiamo dall'epoca di maturazione: Duke apre la stagione a inizio giugno, Patriot e Bluecrop si sovrappongono parzialmente tra fine giugno e inizio luglio (con Patriot leggermente anticipata), mentre Legacy chiude con la sua raccolta prolungata nel mese di luglio. Piantando almeno Duke e Legacy insieme, copri un arco di quasi due mesi di raccolta continua.
Per quanto riguarda la pezzatura dei frutti, Patriot e Bluecrop si distinguono per le bacche più grandi, seguite da Duke (medio-grande) e Legacy (media). Sul fronte del sapore, tutte e quattro offrono profili eccellenti: Duke conquista con la sua dolcezza che migliora a freddo, Bluecrop è aromatico e bilanciato, Patriot è il più saporito e dolce del gruppo, Legacy seduce con le sue note aromatiche intense.
La produttività vede Bluecrop in testa con i suoi potenziali 6 kg per pianta, seguito da Duke e Legacy con rese elevate e costanti, mentre Patriot offre una produzione nella media ma con qualità gustativa superiore.
Sul piano della resistenza al freddo, Patriot e Duke sono le campionesse: se vivi in aree con inverni particolarmente rigidi, sono le scelte più sicure. Bluecrop si difende molto bene, mentre Legacy è la più sensibile e preferisce inverni miti. In compenso, Bluecrop ha una tolleranza alla siccità che le altre non possiedono — un vantaggio pratico non trascurabile.
Infine, l'adattabilità al terreno: se hai un suolo pesante o argilloso, Patriot è l'unica che non soffre i marciumi radicali. Le altre richiedono un terreno acido (pH 4,5-5,5), ben drenato e ricco di sostanza organica.
Il consiglio che diamo ai nostri clienti è semplice: diversifica. La combinazione ideale per un giardino in Piemonte prevede Duke (precoce, affidabile), Bluecrop (intermedia, produttivissima) e Legacy (tardiva, per chiudere la stagione). Aggiungi Patriot se il tuo terreno non è ottimale o se cerchi i frutti più saporiti del gruppo.
Come coltivare le varietà di mirtillo: consigli pratici
Terreno, pH e messa a dimora
Il mirtillo è una pianta fortemente acidofila, e questo è il primo concetto da tenere ben presente. Il pH del terreno deve essere compreso tra 4,5 e 5,5: al di fuori di questo intervallo, la pianta non riesce ad assorbire i nutrienti correttamente e le foglie iniziano a ingiallire — un fenomeno noto come clorosi ferrica, che si risolve con la somministrazione di chelato di ferro e la correzione del pH.
Per acidificare il terreno puoi utilizzare diverse sostanze: torba acida, aghi di pino, foglie di quercia, corteccia di conifera, fondi di caffè o zolfo. Il suolo deve essere ben drenante (i ristagni idrici causano marciume radicale), sciolto e ricco di sostanza organica. I terreni troppo argillosi e pesanti sono da evitare — a meno che tu non scelga Patriot, che tollera queste condizioni meglio delle altre.
Il periodo migliore per la messa a dimora va da fine inverno a inizio primavera (febbraio-marzo), anche se il trapianto è possibile pure in autunno (scopri anche quali sono gli alberi da piantare in autunno). Le distanze d'impianto consigliate sono 1,5-2 metri sulla fila e 2-3 metri tra le file. Per la coltivazione in vaso, scegli un contenitore di almeno 40 cm di diametro, posiziona sul fondo uno strato di argilla espansa e riempi con terriccio per acidofile specifico.
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Irrigazione, potatura e concimazione
Il mirtillo necessita di un terreno costantemente umido ma mai inzuppato. In estate, soprattutto durante la fioritura e la fruttificazione, è consigliabile irrigare ogni 2-3 giorni, preferibilmente al mattino presto o alla sera. Un accorgimento importante: utilizza acqua piovana o demineralizzata, perché il calcare dell'acqua del rubinetto alza il pH del terreno danneggiando la pianta. La pacciamatura con corteccia di pino o aghi aiuta a mantenere l'umidità e l'acidità del substrato.
La potatura annuale, da effettuare a fine inverno, è fondamentale per tutte le varietà (per non sbagliare le tempistiche, consulta il nostro calendario per la potatura degli alberi da frutto). L'obiettivo è mantenere la pianta con 5-6 branche principali, eliminando ogni anno 1-2 rami vecchi (di 4 anni o più) e sostituendoli con polloni vigorosi. Occorre anche arieggiare la parte centrale della chioma per favorire l'ingresso della luce.
La concimazione va effettuata con fertilizzanti specifici per piante acidofile, come i concimi per giardino dedicati alle piante a terreno acido, con una prima somministrazione in primavera e una seconda durante la fioritura. Tieni presente le tempistiche produttive: una pianta di mirtillo inizia a produrre frutti in modo significativo dopo 3-4 anni dalla messa a dimora, raggiunge la piena maturità produttiva intorno al quinto-sesto anno e — con le giuste cure — può vivere e produrre abbondantemente per 20-30 anni e oltre.
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Malattie e parassiti del mirtillo: come difendere le piante
Il mirtillo è una pianta generalmente resistente, ma non è immune da problemi. Conoscerli in anticipo ti permette di prevenirli e intervenire tempestivamente (se vuoi imparare a riconoscere i segnali di sofferenza delle tue piante in generale, leggi anche la nostra guida su come capire se un albero è malato).
La botrite (o marciume grigio) è la malattia più frequente, favorita da piogge abbondanti e temperature elevate. Il marciume radicale è invece causato da funghi che proliferano nei terreni con scarso drenaggio e ristagni idrici — la prevenzione passa da una corretta preparazione del suolo. L'antracnosi, provocata dal fungo Colletotrichum spp., si manifesta con imbrunimenti dei germogli e marciumi a carico dei frutti.
Tra i parassiti, la Drosophila suzukii è il nemico numero uno: un piccolo moscerino che depone le uova nei frutti maturi, compromettendoli. La difesa più efficace è l'utilizzo di reti anti-insetto e trappole specifiche. Non sottovalutare nemmeno afidi, acari e — soprattutto — gli uccelli, ghiottissimi di mirtilli, che vanno tenuti a distanza con reti protettive.
Per la prevenzione biologica, dopo la potatura invernale è consigliabile trattare le piante con prodotti biologici a base di propoli (che favorisce la cicatrizzazione dei tagli), lecitina e infusi di equiseto, tutti ottimi rinforzanti naturali. Un dettaglio importante: tra le quattro varietà analizzate, Patriot si distingue per la sua resistenza al Phytophthora, il fungo responsabile dei marciumi radicali più gravi.
Proprietà e benefici dei mirtilli
Oltre al piacere della coltivazione e del raccolto, c'è un'altra ottima ragione per avere piante di mirtillo nel tuo giardino: le proprietà benefiche dei frutti sono davvero notevoli. I mirtilli figurano tra gli alimenti con il più alto contenuto di antiossidanti in assoluto, e questo non è un dettaglio da poco.
Il merito va principalmente agli antociani (presenti in concentrazioni di 93-235 mg per 100 g), i flavonoidi responsabili del caratteristico colore blu-violaceo delle bacche e di gran parte dei benefici per la salute. A questi si aggiungono buone concentrazioni di vitamina C, vitamina E, vitamina K, manganese e fibre alimentari, il tutto con un apporto calorico minimo: appena 25 kcal per 100 grammi.
I benefici documentati dalla ricerca scientifica includono la protezione cardiovascolare (gli antociani migliorano l'elasticità dei vasi sanguigni e aiutano l'equilibrio del colesterolo), il supporto alla funzione cognitiva, il miglioramento della microcircolazione retinica con effetti positivi sulla visione notturna, un'azione antinfiammatoria diffusa e un potenziale ruolo nella regolazione del glucosio nel sangue. Un consumo regolare e moderato — circa mezza tazza al giorno — è sufficiente per apprezzare questi vantaggi. E se il raccolto è particolarmente abbondante, potresti anche cimentarti nella preparazione di una grappa al mirtillo fatta in casa o di un delizioso liquore ai frutti di bosco.
Conclusione
Arrivato a questo punto hai a disposizione tutte le informazioni necessarie per scegliere con consapevolezza tra le varietà di mirtillo più apprezzate e coltivate. Ricapitoliamo i punti chiave:
- Duke è la varietà precoce per eccellenza, ideale per chi vive in zone fredde e vuole aprire la stagione già a giugno con frutti dolci e dalla conservabilità eccellente
- Bluecrop è la scelta universale, la più produttiva e rustica del gruppo, perfetta come prima pianta per chi inizia e particolarmente adatta alle zone fresche del Nord Italia
- Patriot è la varietà da scegliere quando il terreno non è ottimale o il clima è particolarmente rigido, con frutti dal sapore superiore e una resistenza unica al Phytophthora
- Legacy è il complemento tardivo ideale per prolungare la raccolta fino a fine luglio e oltre, con il suo sapore aromatico intenso e la sua generosa produttività
Il nostro consiglio finale? Non limitarti a una sola cultivar. Combinare almeno due o tre varietà di mirtillo con epoche di maturazione diverse ti garantirà raccolti scalari per tutta l'estate, una migliore impollinazione incrociata e la soddisfazione di assaggiare sfumature di sapore diverse da ogni pianta.
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Non ci resta che augurarti buona coltivazione — e buona raccolta.
Domande frequenti sulle varietà di mirtillo
Qual è la migliore varietà di mirtillo?
Non esiste una varietà migliore in assoluto: Duke è la scelta ideale per chi cerca precocità e affidabilità in climi freddi, Bluecrop è la più versatile e produttiva per i principianti, Patriot è imbattibile su terreni difficili e argillosi, mentre Legacy è perfetta per chi vuole prolungare la raccolta fino a fine estate con frutti aromatici e dolci.
Qual è la varietà di mirtillo più produttiva?
Bluecrop è la varietà più produttiva tra le quattro, con una resa che va da 3-4 kg per pianta fino a punte di 6 kg a piena maturità, a patto di effettuare potature regolari per evitare che la produzione eccessiva riduca la pezzatura dei frutti.
Quali sono i mirtilli più dolci?
Tra le quattro varietà a confronto, il mirtillo Patriot è quello dal sapore più dolce e saporito a piena maturazione, seguito da Duke il cui gusto dolce e bilanciato migliora ulteriormente dopo la refrigerazione.
Quanti anni dura una pianta di mirtillo?
Una pianta di mirtillo gigante americano ben curata, con terreno acido, potature regolari e concimazioni adeguate, può vivere e produrre frutti abbondanti per 20-30 anni e oltre, raggiungendo la piena maturità produttiva intorno al quinto-sesto anno dalla messa a dimora.
Quante volte fruttifica il mirtillo?
Il mirtillo fruttifica una sola volta all'anno (è una pianta unifera), con un periodo di raccolta che dura dalle 2 alle 5 settimane a seconda della varietà — motivo per cui è consigliabile piantare cultivar precoci, medie e tardive insieme per coprire l'intera stagione estiva.
Cosa non piantare vicino ai mirtilli?
Evita di piantare vicino ai mirtilli specie che necessitano di terreno calcareo o neutro come lavanda, rosmarino e ulivo, perché le esigenze di pH opposte renderebbero impossibile mantenere entrambe le piante in salute nello stesso suolo.