Tulipani e Olanda: un binomio che sembra indissolubile, eppure nasconde un paradosso affascinante. Il fiore che oggi rappresenta l'identità stessa dei Paesi Bassi non è affatto originario di queste terre. La storia dei tulipani olandesi è un viaggio straordinario che parte dalle remote steppe dell'Asia centrale, attraversa i lussuosi giardini dell'Impero Ottomano e approda infine nelle umide pianure olandesi, dove scatenerà la prima bolla speculativa della storia del capitalismo.
Ti starai chiedendo come un semplice fiore abbia potuto cambiare le sorti economiche di un'intera nazione, arrivando a valere più di una casa nel centro di Amsterdam. Preparati a scoprire una storia che intreccia botanica, economia, intrighi e persino un misterioso virus che rendeva i bulbi ancora più preziosi. Noi di Quadrifoglio Garden ti accompagniamo in questo percorso tra passato e presente, dalle origini orientali fino ai maestosi campi fioriti che oggi attirano milioni di visitatori ogni primavera.


Le origini del tulipano: un fiore nato in Asia centrale
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le origini del tulipano affondano le radici ben lontano dall'Europa. Questo fiore spettacolare è nato nelle regioni montuose dell'Asia centrale, precisamente tra i monti del Pamir, l'Hindu Kush e il Tien Shan. Ancora oggi è possibile ammirare tulipani selvatici che crescono spontaneamente nelle steppe del Kazakistan, testimoni silenziosi di una storia millenaria.
L'habitat naturale del tulipano si estende su un territorio vastissimo: dalla penisola iberica attraverso il Nordafrica, passando per Grecia, Balcani, Turchia e Iran, fino ad arrivare alla Siberia, alla Mongolia e al nord-ovest della Cina. La prima coltivazione documentata risale alla Persia sotto la dinastia selgiuchide, intorno al X secolo, quando i giardinieri persiani iniziarono a selezionare e ibridare le varietà più belle. Se vuoi sapere come si coltivano i tulipani oggi, le tecniche sono fortunatamente molto più accessibili.
Piccolo segreto: il nome stesso del fiore rivela le sue origini orientali. "Tulipano" deriva infatti dalla parola turca "tülbent", che significa "turbante". I viaggiatori europei rimasero colpiti dalla somiglianza tra la corolla del fiore e il caratteristico copricapo indossato dagli uomini ottomani, e il nome rimase.
Il tulipano nell'Impero Ottomano: il fiore dei sultani
Prima di conquistare l'Europa, il tulipano visse il suo primo momento di gloria alla corte dell'Impero Ottomano. Nel XVI secolo, sotto il regno di Solimano il Magnifico, questo fiore divenne un vero e proprio simbolo di potere e raffinatezza. I giardini del Palazzo di Topkapi a Costantinopoli ne ospitavano migliaia di esemplari, accuratamente selezionati e coltivati.
La passione ottomana per i tulipani andava ben oltre la semplice coltivazione. Il fiore veniva raffigurato ovunque: su porcellane, tendaggi, tessuti pregiati, persino sulle decorazioni delle moschee e sulle pietre tombali. I sultani amavano vederli fiorire lungo le aiuole dei loro harem e delle residenze imperiali, considerandoli un segno di distinzione e buon gusto.
Il periodo compreso tra il 1718 e il 1730, sotto il sultano Ahmed III, è passato alla storia come l'"Era del Tulipano" (Lale Devri in turco): un'epoca di pace e prosperità in cui questi fiori divennero parte integrante della vita quotidiana, decorando abiti, mobili, tappeti e ceramiche dell'élite ottomana. Ancora oggi, ogni anno a maggio, Istanbul celebra questa tradizione con il Tulip Festival nel parco Emirgan.
L'arrivo del tulipano in Europa: il viaggio da Costantinopoli a Vienna
Il tulipano fece il suo ingresso ufficiale in Europa nel 1554, grazie a un diplomatico fiammingo dal nome altisonante: Ogier Ghislain de Busbecq. Inviato come ambasciatore degli Asburgo alla corte di Solimano il Magnifico, Busbecq rimase talmente affascinato dalla bellezza di questi fiori che decise di spedire alcuni bulbi e semi al suo amico botanico a Vienna.
Nelle sue memorie di viaggio, Busbecq lasciò le prime descrizioni scritte del tulipano destinate al pubblico europeo, contribuendo a diffondere la curiosità verso questa meraviglia orientale. I bulbi trovarono terreno fertile nei giardini dell'Orto botanico imperiale austriaco, dove furono coltivati con grande cura.
La novità esotica si diffuse rapidamente tra le corti europee. Nobili, studiosi e ricchi mercanti iniziarono a desiderare questi fiori dai colori vivaci, così diversi da qualsiasi altra pianta conosciuta nel Vecchio Continente. Il tulipano era pronto per il suo prossimo, decisivo capitolo.
Carolus Clusius: il botanico che portò i tulipani in Olanda
Se oggi associamo immediatamente i tulipani all'Olanda, lo dobbiamo in gran parte a un uomo: Carolus Clusius. Il suo nome latinizzato nasconde l'identità di Charles de l'Écluse, botanico francese nato ad Arras nel 1526 e destinato a cambiare per sempre la storia della floricoltura europea.
Chi era Carolus Clusius
Clusius studiò medicina a Montpellier ma non esercitò mai la professione medica, preferendo dedicarsi interamente alla sua vera passione: la botanica. Nel 1573 fu chiamato a Vienna dall'imperatore Massimiliano II per dirigere il giardino medicale imperiale, posizione che gli permise di viaggiare in tutta Europa alla ricerca di nuove specie vegetali.
Fu proprio in questo periodo che ricevette da Busbecq alcuni bulbi di tulipano provenienti dalla Turchia, che coltivò con dedizione nei giardini imperiali. Tuttavia, con l'ascesa al trono di Rodolfo II nel 1577, Clusius fu allontanato dalla corte viennese.
La nascita dell'Orto botanico di Leida
Nel 1593, ormai sessantasettenne, Clusius accettò la cattedra di professore di botanica all'Università di Leida, nei Paesi Bassi. Portò con sé il suo tesoro più prezioso: l'intera collezione di bulbi di tulipano, compresi esemplari variegati di straordinaria bellezza.
Quello stesso anno fondò l'Orto botanico di Leida, uno dei primi d'Europa, dove piantò i suoi bulbi. La prima fioritura documentata di tulipani sul suolo olandese avvenne nella primavera del 1594: un momento storico che avrebbe segnato l'inizio di un legame indissolubile.
Clusius fu anche il primo a osservare e studiare scientificamente il fenomeno della "rottura" del colore nei tulipani, quelle misteriose striature che rendevano alcuni esemplari unici e irripetibili. Chiedeva cifre esorbitanti per i suoi bulbi più pregiati, rifiutandosi di cederli a chi sospettava volesse solo rivenderli per profitto.
Il furto che cambiò la storia
Proprio questa gelosia estrema scatenò una serie di eventi imprevisti. Tra il 1580 e il 1598, i bulbi di Clusius furono ripetutamente rubati dal suo giardino. Nel 1581, mentre il botanico si trovava in Inghilterra, un servitore sottrasse alcuni degli esemplari più preziosi per rivenderli a una nobildonna.
Elemento da non trascurare: paradossalmente, questi furti contribuirono alla diffusione capillare dei tulipani in tutta l'Olanda. I bulbi trafugati passarono di mano in mano, furono ripiantati e moltiplicati, gettando le basi per quella che sarebbe diventata un'industria fiorente. Più di duecento anni dopo, lo scrittore Alexandre Dumas si ispirò proprio a questa vicenda per il suo celebre romanzo "Il tulipano nero".
TULIPANO "QUEEN OF NIGHT" (single late) 10 BULBI
Il tulipano diventa simbolo di ricchezza: l'ascesa nei Paesi Bassi
Per comprendere come un semplice fiore abbia potuto scatenare una delle più incredibili manie collettive della storia, bisogna considerare il contesto in cui si trovavano i Paesi Bassi all'inizio del XVII secolo.
L'Olanda stava vivendo il suo "Secolo d'Oro": era il centro nevralgico del commercio internazionale, con una potente flotta mercantile che dominava le rotte verso le Indie orientali. La classe mercantile era ricca e in continua espansione, sempre alla ricerca di nuovi modi per ostentare il proprio status.
Il tulipano arrivò al momento giusto. Con i suoi colori vivaci e la sua forma elegante, si distingueva nettamente da qualsiasi altro fiore da giardino europeo. Le varietà più rare, che oggi potremmo paragonare ai 10 tulipani più belli del mondo, venivano esibite come veri e propri gioielli: si narra che le dame dell'alta società olandese portassero tulipani pregiati appuntati nelle scollature, al posto di gemme preziose.
C'era anche un fattore ambientale favorevole: i terreni umidi dei polder olandesi (le terre strappate al mare), ideali anche per la coltivazione di piante acquatiche, si rivelarono perfetti per la coltivazione dei bulbi. A partire dal 1636, il tulipano era diventato il quarto prodotto di esportazione dei Paesi Bassi, dopo gin, aringhe e formaggio. Il palcoscenico era pronto per lo scoppio della tulipanomania.
TULIPANO "MIXED" COLORI ASSORTITI (parrot) 7 BULBI
TULIPANO "MIXED" COLORI ASSORTITI (double) 7 BULBI
La tulipanomania: la prima bolla speculativa della storia
Arriviamo così al capitolo più incredibile della storia dei tulipani olandesi: la tulipanomania, considerata unanimemente la prima bolla speculativa documentata nella storia del capitalismo. Tra il 1634 e il 1637, l'Olanda fu travolta da una febbre collettiva che trasformò semplici bulbi in oggetti dal valore inimmaginabile.
Come nacque la febbre dei tulipani
Il meccanismo che innescò la bolla fu relativamente semplice: la domanda di tulipani cresceva molto più rapidamente dell'offerta. Il ciclo riproduttivo dei bulbi è infatti piuttosto lento: un bulbo produce solo pochi "bulbilli" all'anno, e questi necessitano di alcuni anni prima di generare fiori.
Dal 1634, mercanti e fioristi intraprendenti iniziarono ad acquistare bulbi dai coltivatori per rivenderli a prezzi maggiorati. Ma la vera innovazione arrivò nel 1636, quando gli olandesi inventarono di fatto i contratti a termine (oggi li chiameremmo futures): poiché durante l'inverno i bulbi rimanevano sotto terra e non potevano essere consegnati, si iniziò a negoziare i "diritti" sui bulbi futuri.
Questo sistema, chiamato all'epoca "commercio al vento", permetteva di comprare e rivendere tulipani che nessuno aveva mai visto. Le contrattazioni avvenivano nei "collegi", riunioni informali organizzate nelle taverne delle città olandesi, dove agli acquirenti veniva richiesta una commissione del 2,5% chiamata "soldo del vino".
Prezzi da capogiro: quanto valeva un tulipano
Per capire la portata della follia, basta confrontare alcuni numeri. All'epoca, il reddito medio annuo di un lavoratore olandese si aggirava intorno ai 150 fiorini. Un falegname specializzato poteva arrivare a guadagnarne 250 in un anno.
Ecco invece cosa accadeva nel mercato dei tulipani:
- Nel 1623, un singolo bulbo di varietà pregiata poteva costare 1.000 fiorini (quasi sette anni di stipendio medio)
- Nel 1625, il celebre Semper Augustus raggiunse i 3.000 fiorini
- Nel 1635, una partita di 40 bulbi fu venduta per 100.000 fiorini
- Al picco della bolla, nel 1637, un bulbo di Semper Augustus arrivò a valere tra i 6.000 e i 10.000 fiorini
Per dare un'idea concreta: con 6.000 fiorini si poteva acquistare una casa con giardino nel centro di Amsterdam. Il dipinto "La Ronda di Notte" di Rembrandt fu venduto per soli 1.650 fiorini, un quarto del prezzo di un singolo bulbo.
Un esempio rimasto celebre riguarda il tulipano Viceroy: per un solo bulbo furono scambiati otto maiali grassi, quattro buoi, dodici pecore, due carichi di grano, quattro carichi di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due barilotti di burro, mille libbre di formaggio, un letto completo di accessori, un calice d'argento e un vestito. Valore totale: 2.500 fiorini.
Il crollo del febbraio 1637
Come tutte le bolle, anche quella dei tulipani era destinata a scoppiare. Il momento fatale arrivò nel febbraio 1637.
Il 5 febbraio, nella cittadina di Alkmaar, si tenne un'asta che passò alla storia: centinaia di lotti di bulbi furono venduti per un totale di 90.000 fiorini, cifre mai viste prima. Sembrava l'ennesima conferma che i prezzi avrebbero continuato a salire per sempre.
Ma pochi giorni dopo, a Haarlem, accadde l'impensabile: un'asta andò completamente deserta. Nessun acquirente si presentò, nonostante il banditore abbassasse ripetutamente i prezzi. La notizia si diffuse rapidamente, trasformando l'euforia in panico.
Quello che oggi chiameremmo panic selling travolse il mercato. Gli speculatori cercarono disperatamente di vendere i loro contratti a qualsiasi prezzo, ma trovavano sempre meno acquirenti. Nel giro di poche settimane, i prezzi crollarono del 90-95%. Centinaia di olandesi, inclusi rispettabili uomini d'affari e dignitari, si ritrovarono in rovina.
Il governo intervenne fissando un prezzo massimo di 50 fiorini per bulbo, ma ormai il danno era fatto. I tribunali rifiutarono di far rispettare i contratti, considerandoli alla stregua di debiti di gioco. Chi aveva comprato tulipani a prezzi astronomici dovette accettare di aver perso tutto.
Il segreto delle striature: il virus che creava bellezza
Ma cosa rendeva alcuni tulipani così straordinariamente preziosi? La risposta sta in un fenomeno che per secoli rimase avvolto nel mistero: la "rottura" del colore.
Il mistero della "rottura" del colore
I tulipani più ricercati durante la tulipanomania non erano quelli dai colori uniformi, bensì quelli che presentavano striature spettacolari: fiamme, screziature e sfumature che creavano disegni unici e irripetibili su ogni petalo. Varietà come il Semper Augustus, con i suoi petali bianchi attraversati da venature rosso fuoco, erano considerate autentiche opere d'arte della natura.
Carolus Clusius fu il primo a studiare scientificamente questo fenomeno, ma non riuscì a comprenderne la causa. All'epoca si pensava che dipendesse dalle condizioni del terreno o da tecniche di coltivazione segrete. I giardinieri ottomani credevano addirittura che si trattasse di un segno divino.
La scoperta del Tulip Breaking Virus
La verità venne alla luce solo alla fine del XIX secolo, quando gli scienziati identificarono il responsabile: il Tulip Breaking Virus (TBV), comunemente noto come virus del mosaico del tulipano.
Questo virus infetta il bulbo e altera la distribuzione degli antociani (i pigmenti responsabili del colore) nei petali. Il risultato sono quelle intricate barre, strisce e sfumature a forma di fiamma che tanto affascinavano i collezionisti del Seicento.
Esistono due ceppi principali:
- STBV (Severe Tulip Breaking Virus): provoca striature chiare, dove il colore sbiadisce rivelando il bianco o giallo sottostante
- MTBV (Mild Tulip Breaking Virus): causa striature scure, dove il pigmento si intensifica in macchie e rigonfiamenti
Bellezza fatale: un virus che uccideva i bulbi
Attenzione: c'è un tragico rovescio della medaglia. Il virus del mosaico, pur creando effetti estetici straordinari, indebolisce progressivamente il bulbo ad ogni nuova generazione. I tulipani infetti producono fiori sempre più deboli, fino a non riuscire più a riprodursi.
Fu proprio questo meccanismo a causare l'estinzione di molte varietà leggendarie, compreso il celebre Semper Augustus. Il fiore più prezioso della tulipanomania non esiste più: vittima della stessa malattia che lo rendeva unico.
Il virus viene trasmesso principalmente dagli afidi, insetti che passano da una pianta all'altra portando con sé l'infezione. Oggi i coltivatori professionisti fanno di tutto per prevenire il contagio e le altre malattie del tulipano, mentre le moderne varietà "Rembrandt" riproducono artificialmente quelle screziature attraverso tecniche di ibridazione, senza ricorrere al virus.
Dopo la tulipanomania: come l'Olanda è rimasta il paese dei tulipani
Verrebbe da pensare che dopo un crollo così devastante gli olandesi avessero sviluppato un'avversione per i tulipani. Invece accadde l'esatto contrario.
Una volta terminata la speculazione selvaggia, il mercato si stabilizzò su livelli di prezzo ragionevoli. Già nell'estate del 1637, a pochi mesi dal crollo, un intenditore di Haarlem sborsò 850 fiorini per un singolo bulbo di varietà pregiata: una cifra ancora considerevole, ma ben lontana dalle follie precedenti.
La coltivazione dei tulipani continuò a rappresentare un settore importante dell'economia olandese. Haarlem rimase il centro commerciale principale, come lo era stato fin dal XVI secolo. I coltivatori olandesi si concentrarono sul miglioramento delle tecniche agricole, perfezionando l'uso di concimi per giardino e sviluppando competenze che avrebbero garantito loro un vantaggio competitivo duraturo.
Col passare dei decenni e dei secoli, i Paesi Bassi perfezionarono l'arte della floricoltura, creando continuamente nuove varietà e innovando i metodi di produzione. Il tulipano smise di essere oggetto di speculazione per diventare parte integrante dell'identità nazionale olandese.
I tulipani olandesi oggi: un simbolo nazionale che conquista il mondo
Arrivato a questo punto della storia, ti starai chiedendo qual è la situazione attuale. Ebbene, il legame tra Olanda e tulipani è più forte che mai.
L'Olanda leader mondiale nella floricoltura
I Paesi Bassi sono oggi il maggiore esportatore mondiale di fiori e bulbi. Non si tratta di un primato simbolico: parliamo di un'industria che vale miliardi di euro e impiega decine di migliaia di persone. Oltre 10.000 ettari di terreno olandese sono dedicati alla coltivazione dei tulipani, con una produzione che rifornisce giardini e fioristi di tutto il pianeta.
La continua innovazione nelle tecniche di coltivazione e nella creazione di nuove varietà ha permesso agli olandesi di mantenere la leadership nonostante la crescente concorrenza di paesi come Cina e Polonia. Oggi esistono più di 800 varietà di tulipani commercializzate, dai classici rossi e gialli fino a esemplari sfrangiati, doppi e multicolore.
TULIPANO "VAN EIJK MIXED" (darwin hybrid) 10 BULBI
Keukenhof: il giardino d'Europa
Se vuoi vivere un'esperienza indimenticabile immerso in un mare di tulipani, c'è un solo posto al mondo che devi assolutamente visitare: il Keukenhof.
Situato a Lisse, a circa 35 chilometri da Amsterdam, questo parco è conosciuto come il "Giardino d'Europa" ed è considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo. Fu inaugurato nel 1949 con l'obiettivo di creare una vetrina internazionale per la floricoltura olandese, e da allora non ha mai smesso di crescere.
Alcuni numeri impressionanti:
- 32 ettari di superficie
- Circa 7 milioni di bulbi piantati a mano ogni anno da 30 giardinieri
- Oltre 800 varietà di tulipani in esposizione
- Quasi 1 milione di visitatori in sole 8 settimane di apertura
Se anche tu vuoi piantare bulbi da giardino nel tuo spazio verde, il Keukenhof può essere una fonte di ispirazione straordinaria.
Il Keukenhof apre soltanto da metà marzo a metà maggio, in corrispondenza con la fioritura primaverile. Il momento migliore per la visita è generalmente metà aprile, quando i tulipani raggiungono il massimo splendore. All'interno del parco troverai giardini a tema, padiglioni espositivi, un mulino a vento panoramico e perfino un giardino storico con il busto di Carolus Clusius.
Zone di coltivazione da visitare
Oltre al Keukenhof, esistono altre aree dove ammirare distese di tulipani in fiore:
- Bollenstreek: la "regione dei bulbi" che si estende tra Leida, L'Aia e Haarlem, con centinaia di campi colorati
- Noordoostpolder: nella provincia del Flevoland, con oltre 2.000 ettari coltivati, è la più grande area di produzione del paese
- Bloemenmarkt: il celebre mercato dei fiori galleggiante di Amsterdam, sul canale Singel, dove acquistare bulbi e souvenir dal 1862
Se decidi di acquistare dei tulipani durante il tuo viaggio, scopri come si conservano i tulipani per farli durare più a lungo.
Curiosità sulla storia dei tulipani che forse non conoscevi
Prima di concludere, ecco alcune curiosità che rendono la storia dei tulipani ancora più affascinante:
- Durante la Seconda Guerra Mondiale, nei mesi terribili dell'inverno 1944-45, gli olandesi soffrirono una grave carestia. Per sopravvivere, molti furono costretti a cucinare e mangiare i bulbi di tulipano, trasformando il simbolo nazionale in cibo di emergenza
- Secondo alcune fonti storiche, il termine "Borsa" (inteso come mercato finanziario) potrebbe derivare dalla famiglia Van der Beurse (o Della Borsa), mercanti di origine veneziana che gestivano le contrattazioni di tulipani a Bruges
- Il dipinto "La Ronda di Notte" di Rembrandt, oggi considerato un capolavoro inestimabile, fu venduto per 1.650 fiorini: meno di un terzo del prezzo di un singolo bulbo di Semper Augustus
- I tulipani con striature causate dal virus sono chiamati "tulipani Rembrandt" proprio perché compaiono frequentemente nei quadri dei pittori fiamminghi del Seicento e Settecento
- Ogni anno a gennaio, in occasione del National Tulip Day, piazza Dam ad Amsterdam viene trasformata in un giardino temporaneo dove chiunque può raccogliere gratuitamente il proprio tulipano
Il fiore che ha conquistato il mondo
La storia dei tulipani olandesi è molto più di una semplice vicenda botanica. È il racconto di come un fiore nato nelle remote steppe dell'Asia centrale abbia attraversato imperi e continenti, scatenato passioni e rovine finanziarie, per diventare infine il simbolo di un'intera nazione.
Dalle corti dei sultani ottomani ai giardini di Carolus Clusius, dalla follia della tulipanomania ai moderni campi fioriti del Keukenhof, i tulipani continuano a incantare milioni di persone con la loro bellezza effimera ma indimenticabile.
Noi di Quadrifoglio Garden ci occupiamo di progettazione giardini e condividiamo questa passione secolare per i fiori e per il giardinaggio. Se anche tu vuoi portare un pezzetto di questa storia nel tuo giardino o sul tuo balcone, scopri la nostra selezione di bulbi di tulipano e lasciati conquistare dai colori della primavera.
Domande frequenti
Chi importò i tulipani in Europa?
Il diplomatico fiammingo Ogier Ghislain de Busbecq, ambasciatore degli Asburgo alla corte di Solimano il Magnifico, importò i primi bulbi di tulipano in Europa nel 1554, inviandoli dalla Turchia a Vienna dove furono coltivati nell'Orto botanico imperiale.
Perché i tulipani sono il simbolo dell'Olanda?
I tulipani divennero il simbolo dell'Olanda grazie al botanico Carolus Clusius che nel 1593 li introdusse a Leida, trovando nei terreni umidi dei polder olandesi le condizioni ideali per la coltivazione, e alla successiva tulipanomania del Seicento che radicò per sempre questo fiore nell'identità culturale ed economica dei Paesi Bassi.
Cosa fu la bolla dei tulipani del 1637?
La bolla dei tulipani del 1637 fu la prima bolla speculativa documentata nella storia del capitalismo, durante la quale i prezzi dei bulbi raggiunsero livelli astronomici (un singolo bulbo di Semper Augustus valeva quanto una casa ad Amsterdam) prima di crollare improvvisamente nel febbraio 1637, causando la rovina di centinaia di investitori olandesi.
Quale fu uno dei motivi del crollo dei prezzi dei bulbi dei tulipani?
Il crollo dei prezzi fu innescato quando, il 5 febbraio 1637, un'asta di bulbi a Haarlem andò completamente deserta perché nessun acquirente si presentò, scatenando il panico tra gli speculatori che iniziarono a vendere freneticamente i loro contratti, causando un crollo del 90-95% in poche settimane.
Qual è il tulipano più costoso?
Il tulipano più costoso della storia fu il Semper Augustus, un esemplare con petali bianchi striati di rosso fuoco che nel 1637 raggiunse il prezzo record di 6.000-10.000 fiorini, equivalenti al valore di una lussuosa casa con giardino nel centro di Amsterdam e a circa 50-70 volte il reddito medio annuo di un lavoratore olandese dell'epoca.
Qual è la leggenda sui tulipani?
Secondo un'antica leggenda persiana, i tulipani nacquero dalle lacrime e dal sangue del principe Ferhad, che si tolse la vita dopo aver appreso (falsamente) della morte della sua amata Shirin: le gocce che caddero al suolo si trasformarono in splendidi fiori rossi, rendendo il tulipano simbolo dell'amore eterno e della passione.