Pianta di more: varietà, coltivazione e le migliori senza spine
Pianta di more nel tuo giardino? Ottima idea. Che tu abbia a disposizione un grande spazio verde o un semplice balcone in città, coltivare le more è una di quelle esperienze che ripaga davvero: frutti dolci, profumati, raccolti direttamente dalla pianta, senza pesticidi e con una soddisfazione che solo chi ha provato può capire.
Il rovo (nome scientifico Rubus ulmifolius o Rubus fruticosus) è una pianta rustica, generosa e sorprendentemente facile da gestire. Non chiede molto, si adatta a quasi tutti i climi e, se trattata con un minimo di attenzione, può regalarti fino a 3.600 frutti in una singola stagione. Il vero punto di svolta, però, sta nella scelta della varietà giusta: le more senza spine hanno rivoluzionato la coltivazione domestica, rendendo tutto più semplice, sicuro e piacevole.
In questa guida ti accompagniamo passo dopo passo attraverso tutto quello che devi sapere: dalle migliori varietà senza spine alla messa a dimora, dalla potatura alla raccolta, fino ai consigli per prevenire malattie e parassiti. Noi di Quadrifoglio Garden lavoriamo ogni giorno con le piante da frutto nel nostro vivaio a Torino e in tutto il Piemonte, e abbiamo raccolto in questo articolo tutta l'esperienza maturata sul campo per aiutarti a ottenere il massimo dalla tua pianta di more.


Cos'è la pianta di more e come riconoscerla
La pianta di more, comunemente chiamata rovo, appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e in Asia. Se ti è capitato di passeggiare lungo un sentiero di campagna, ai bordi di un bosco o lungo le rive di un fiume, molto probabilmente l'hai già incontrata: il rovo cresce spontaneamente un po' ovunque, tanto che in alcuni contesti viene considerato addirittura una pianta infestante, perché una volta che mette radici è davvero difficile da eradicare.
Dal punto di vista botanico, si tratta di un arbusto perenne con caratteristiche ben riconoscibili. I polloni (i nuovi rami che spuntano dalla base ogni anno) possono raggiungere una lunghezza di 2-5 metri e nell'anno successivo porteranno la produzione di frutti. Le foglie, verdi e con bordo dentato, compaiono in primavera e cadono con i primi freddi autunnali. I fiori, delicati e composti da 5 petali bianchi o rosati, sbocciano sui rami del secondo anno, dando poi origine alle more che tutti conosciamo.
Attenzione: non confondere le more di rovo (Rosaceae) con le more di gelso (Moracee). Anche se il nome è lo stesso, si tratta di piante completamente diverse. Il gelso è un albero che può raggiungere i 20 metri di altezza, mentre il rovo è un arbusto da cui si raccolgono i classici frutti di bosco estivi.
Un aspetto che rende questa pianta particolarmente interessante è la sua incredibile capacità produttiva: con le giuste cure, una singola pianta può produrre migliaia di frutti all'anno. Se a questo aggiungi la rusticità, la resistenza al freddo e la capacità di adattarsi a terreni diversi, capisci perché la coltivazione delle more sta diventando sempre più popolare nei giardini domestici.
Le migliori varietà di more senza spine
Arrivato a questo punto, probabilmente ti starai chiedendo: perché scegliere proprio le more senza spine? La risposta è semplice. Le varietà thornless (senza spine) producono frutti più grandi, più dolci e notevolmente più succosi rispetto al rovo selvatico. Ma il vantaggio più evidente è pratico: niente spine significa raccolta più sicura, potatura più agevole e gestione complessivamente più ordinata, anche in spazi ridotti come un terrazzo o un piccolo giardino.
Le more senza spine sono anche dette more da giardino e la maggior parte delle cultivar disponibili oggi è stata selezionata negli Stati Uniti, dove la coltivazione dei piccoli frutti ha una lunga tradizione. Tutte le varietà che ti presentiamo sono autofertili: questo significa che è sufficiente anche una sola pianta per ottenere frutti, senza bisogno di un secondo esemplare per l'impollinazione.
Vediamo nel dettaglio le varietà che ti consigliamo.
Mora Navaho
La Mora Navaho è una delle varietà senza spine più apprezzate di ultima generazione, e per un buon motivo: ha un portamento eretto e autoportante, il che significa che non necessita di sostegni, tutori o fili tesi per crescere in modo ordinato. Questo la rende perfetta per chi ha poco spazio o semplicemente non vuole installare strutture di supporto.
I frutti sono di media pezzatura ma si distinguono per un sapore molto dolce e aromatico, considerato tra i migliori tra tutte le varietà senza spine. La maturazione avviene tra luglio e agosto e la pianta si adatta egregiamente sia alla coltivazione in piena terra sia in vaso. Piccolo segreto: la Navaho è particolarmente indicata anche per la coltivazione sul balcone, proprio grazie alla sua crescita compatta e gestibile.
Mora Drusilla senza spine
La Mora Drusilla è una varietà di selezione italiana, pensata specificamente per adattarsi al clima mediterraneo. Se vivi in Italia e cerchi una pianta che si trovi a suo agio nel nostro territorio, questa è sicuramente una delle scelte migliori.
La pianta è vigorosa con tralci completamente privi di spine. I frutti si presentano grandi, neri e lucidi, con un sapore dolce e aromatico che li rende ottimi sia per il consumo fresco sia per la preparazione di confetture e dolci. La maturazione è medio-precoce e la produttività è davvero notevole.
Punto a favore: la Drusilla vanta un'ottima resistenza alle principali malattie fungine, un aspetto che la rende particolarmente adatta a chi preferisce una coltivazione a bassa manutenzione, senza dover ricorrere frequentemente a trattamenti.
Mora Loch Ness
La Mora Loch Ness è probabilmente la varietà senza spine più diffusa e collaudata in Europa, e se sei un principiante è una delle prime che ti consigliamo di prendere in considerazione.
Ha un portamento semi-eretto, è molto vigorosa e incredibilmente produttiva. I frutti sono di buona pezzatura, neri e lucidi, con un sapore equilibrato tra dolce e leggermente acidulo che li rende versatili in cucina. Ma il suo punto di forza principale è il periodo di raccolta prolungato: dall'inizio dell'estate fino a fine ottobre, potrai raccogliere more fresche per diversi mesi consecutivi.
È autofertile, si adatta bene anche alla coltivazione in vaso ed è considerata una delle varietà più affidabili in assoluto. Non male, vero?
Mora Loch Tay senza spine
Considerata da molti come l'evoluzione della Loch Ness, la Mora Loch Tay ne migliora alcune caratteristiche chiave. I frutti sono più grandi e più dolci, con un sapore eccellente che la rende una delle migliori varietà per il consumo fresco.
Il vero vantaggio della Loch Tay è la maturazione precoce: i frutti sono pronti già da giugno-luglio, anticipando sensibilmente la stagione rispetto ad altre varietà. Questo la rende particolarmente interessante se abbinata a una varietà tardiva come la Chester Thornless, permettendoti di raccogliere more fresche da giugno fino a ottobre.
Il portamento è semi-eretto, la pianta è vigorosa e si presta molto bene anche alla coltivazione in vaso su terrazzo o balcone.
Chester Thornless
La Chester Thornless è una delle varietà senza spine più produttive e affidabili che esistano. Se vivi al Nord Italia o in zone collinari dove gli inverni possono essere rigidi, questa è la varietà che fa per te: la Chester è particolarmente resistente alle basse temperature, un requisito fondamentale per chi coltiva in Piemonte, Lombardia o nelle aree montane.
Il portamento è semi-eretto, i frutti sono grossi, aromatici e dolci a completa maturazione. Il periodo di raccolta va dalla metà dell'estate fino a fine ottobre, garantendo una produzione molto abbondante e prolungata. È autofertile e rappresenta una garanzia per chiunque voglia iniziare a coltivare more.
Thornfree
Tra le varietà senza spine più storiche e collaudate, la Thornfree è stata tra le prime selezionate negli USA e resta ancora oggi un punto di riferimento. La pianta è estremamente rustica e adattabile, con tralci lunghi e flessibili a portamento semi-eretto.
I frutti sono grossi e aromatici, ottimi soprattutto per la produzione di conserve e marmellate. Nota dolente: la Thornfree richiede un po' di attenzione al momento della raccolta, perché i frutti risultano dolci solo a completa maturazione. Se raccolti in anticipo, tendono a essere acidi. Un buon metodo è quello di aspettare che la mora si stacchi quasi da sola dal grappolo con una leggera rotazione.
Black Satin
La Black Satin è una varietà molto vigorosa con tralci lunghi che necessitano di sostegno. I frutti sono di buona pezzatura, neri e lucidi, con un sapore dolce-acidulo. Come la Thornfree, richiede attenzione al momento giusto della raccolta per evitare un gusto eccessivamente acido. È una pianta adatta soprattutto a chi dispone di spazio sufficiente per la crescita dei tralci e per installare una struttura di supporto come una spalliera o dei fili tesi.
Thornless Evergreen
Se cerchi una varietà che si distingua per profumo e aroma, la Thornless Evergreen potrebbe sorprenderti. I frutti sono di media pezzatura, non acidi, con un sapore equilibrato e delicato. Rispetto ad altre cultivar sono meno succosi, ma il loro aroma caratteristico li rende unici. Un'ottima scelta per chi apprezza le sfumature di gusto e vuole diversificare la propria produzione.
Ibridi interessanti da conoscere
Oltre alle varietà classiche, il mondo delle more offre anche alcuni ibridi particolarmente curiosi:
- Tayberry – un incrocio tra mora e lampone che produce frutti allungati con il sapore della mora e un portamento rampicante. Attenzione: questa varietà ha le spine
- Loganberry e Boysenberry – altri ibridi di frutti di bosco con caratteristiche intermedie, interessanti per chi vuole sperimentare sapori diversi
Varietà unifere e rifiorenti: quale scegliere?
Prima di decidere quale varietà acquistare, è importante capire la differenza tra varietà unifere e rifiorenti (dette anche remontanti o bifere).
Le unifere producono frutti una sola volta all'anno, sui tralci cresciuti nell'anno precedente. Le rifiorenti possono fruttificare due volte, anche sui tralci dell'anno in corso, offrendo un periodo di raccolta più ampio.
Per il giardino privato la scelta ideale dipende dalle tue priorità: se vuoi more per un periodo il più lungo possibile, le rifiorenti sono perfette. Se invece preferisci una produzione concentrata e abbondante (magari per fare marmellate in quantità), le unifere fanno al caso tuo.
Ti consigliamo di abbinare una varietà precoce come la Loch Tay con una tardiva come la Chester Thornless: in questo modo avrai more fresche da giugno fino a ottobre, coprendo praticamente tutta la bella stagione.
Dove e quando piantare la pianta di more
Il terreno ideale
La pianta di more non è particolarmente esigente in fatto di terreno, ma se vuoi ottenere il massimo dalla tua coltivazione ci sono alcune accortezze da tenere a mente. Il suolo ideale è sciolto e leggermente acido, con una buona presenza di sostanza organica: in pratica, un terreno che riproduce le caratteristiche del sottobosco.
Il rovo si adatta a quasi tutti i tipi di terra, compresi quelli pesanti, ma c'è un nemico giurato da evitare: i ristagni idrici. L'acqua stagnante alle radici può causare marciumi e favorire lo sviluppo di malattie fungine. Per questo motivo, se il tuo terreno tende a trattenere troppa acqua, è fondamentale migliorare il drenaggio prima dell'impianto, magari aggiungendo sabbia o materiale drenante.
Prima della messa a dimora, arricchisci il terreno con compost o humus per garantire alla pianta tutti i nutrienti di cui ha bisogno nella fase di attecchimento.
Esposizione e clima
Come ben saprai, il sole è il migliore amico dei frutti dolci. La pianta di more predilige una posizione in pieno sole, con almeno 6-8 ore di luce diretta al giorno: questo è fondamentale per ottenere frutti più zuccherini e una crescita vigorosa.
Chiaramente, il rovo è una pianta estremamente rustica che non teme né il caldo né il freddo. Può essere coltivata senza problemi fino a 1.000 metri di altitudine, anche se ad alta quota è preferibile evitare l'esposizione diretta ai venti freddi, che potrebbero compromettere la maturazione dei frutti. Una posizione riparata dal vento è sempre consigliabile, sia in giardino sia sul terrazzo.
Quando piantare le more
Il periodo ideale per piantare le more varia in base alla zona geografica in cui ti trovi:
- Autunno (ottobre-novembre): è il momento migliore nelle regioni centro-meridionali. La messa a dimora autunnale permette alle radici di svilupparsi prima dell'arrivo del caldo, favorendo una ripresa vegetativa più vigorosa in primavera
- Fine inverno/inizio primavera (febbraio-marzo): è la scelta ideale al Nord Italia e in Piemonte, dove le gelate tardive potrebbero essere letali per le giovani piante appena messe a dimora
In sostanza, l'importante è evitare i mesi più caldi dell'estate (quando la pianta faticherebbe ad attecchire richiedendo irrigazioni continue) e i periodi di gelo intenso.
Come piantare le more passo dopo passo
Messa a dimora in piena terra
Ecco come procedere per piantare correttamente la tua pianta di more in giardino:
- Scava una buca profonda circa 40 cm e larga altrettanto
- Arricchisci il fondo con compost e sostanza organica ben matura
- Posiziona la piantina facendo attenzione a collocare il pane radicale leggermente sotto il livello del colletto
- Ricopri con il terreno arricchito, compatta leggermente e annaffia abbondantemente
- Pota i rami a 20-30 cm dal suolo per stimolare la crescita dei nuovi polloni
- Installa subito i sostegni (tutori, fili orizzontali, graticcio) per guidare la crescita dei tralci – non necessario per la Navaho che è autoportante
Per quanto riguarda le distanze di impianto, regolati in questo modo:
- 1-1,5 metri tra una pianta e l'altra per le varietà compatte (come la Navaho)
- 2-3 metri tra le file
- 3-4,5 metri per le varietà più vigorose (come Black Satin o Thornfree)
Elemento da non trascurare: il rovo è la pianta ideale per creare filari o spalliere lungo i bordi del giardino o i muri di recinzione. Una pianta per metro lineare è sufficiente a costituire una barriera verde efficace e produttiva. Il rovo si integra perfettamente anche in giardini più strutturati, magari accanto a un'area d'acqua: se l'idea ti incuriosisce, scopri come costruire un piccolo laghetto in giardino.
Messa a dimora in vaso (balcone e terrazzo)
Forse anche tu vivi in città e pensi che coltivare le more sia un lusso riservato a chi ha un giardino. In realtà non è affatto così: una singola pianta di mora in vaso può stare benissimo su un balcone o terrazzo e regalarti frutti per tutta la stagione.
Ecco cosa ti serve:
- Un vaso con diametro e profondità di almeno 45-60 cm (fondamentale per dare spazio alle radici)
- Un terriccio drenante: il mix ideale è composto da terriccio per piccoli frutti, compost maturo e materiale drenante come perlite o pomice. Evita assolutamente la terra pesante da giardino
- Una posizione ben soleggiata
- Un sostegno verticale per guidare i tralci in altezza (puoi sfruttare anche la ringhiera del balcone o un parapetto in ferro battuto)
Le varietà più adatte alla coltivazione in vaso sono la Navaho (grazie al portamento autoportante che non richiede sostegni), la Loch Ness, la Loch Tay e la Drusilla.
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Come prendersi cura della pianta di more
Irrigazione
In piena terra la pianta di more tollera discretamente la siccità, ma per ottenere frutti più succosi e saporiti è importante mantenere un'umidità costante nel terreno, soprattutto durante la fioritura e la maturazione dei frutti.
Ti consigliamo di preferire un impianto di irrigazione a goccia o una manichetta forata, evitando l'irrigazione a pioggia che favorisce lo sviluppo della muffa grigia sui frutti. Un buon metodo per trattenere l'umidità è la pacciamatura con paglia o corteccia, che riduce anche la crescita delle erbe infestanti attorno alla base della pianta.
In vaso le innaffiature devono essere più frequenti, soprattutto nei mesi estivi. La regola è semplice: annaffia quando il terriccio è secco al tatto, ma senza mai creare ristagni nel sottovaso. Un ultimo consiglio: dato che l'umidità può attirare insetti fastidiosi, ti consigliamo di leggere anche i nostri consigli su come eliminare le zanzare dal giardino per goderti il tuo spazio verde in tutta tranquillità.
Concimazione
La concimazione più importante è quella post raccolta, da effettuare con concimi per giardino ternari (azoto, fosforo, potassio) arricchiti di microelementi. Questo intervento permette di ricostituire le riserve del terreno, aiuta la pianta ad accumulare gli elementi necessari per predisporre gemme e frutti per la stagione successiva e previene la comparsa di carenze in primavera.
Per le piante in vaso, ogni 2-3 anni è consigliabile effettuare un rinvaso aggiungendo sostanza organica fresca (humus o compost). Distribuisci il concime attorno alla pianta e interralo leggermente.
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Sostegni e strutture di crescita
La maggior parte delle varietà di more sviluppa tralci lunghi e flessibili che, senza guida, tendono a formare grovigli ingestibili. Per questo è fondamentale predisporre dei sostegni: fili tesi, graticci o spalliere a cui legare progressivamente i tralci man mano che crescono.
L'eccezione è la Navaho che, grazie al suo portamento eretto, non necessita di alcun supporto e cresce in modo autonomo e ordinato.
Sul terrazzo puoi sfruttare creativamente le ringhiere, i parapetti o installare un semplice graticcio contro la parete: oltre a raccogliere frutti deliziosi, otterrai anche un piacevole effetto verde che protegge dagli sguardi indiscreti.
Come e quando potare la pianta di more
Perché potare è fondamentale
La potatura è probabilmente l'operazione più importante nella gestione della pianta di more. Senza interventi regolari, il rovo diventa rapidamente un groviglio inestricabile, poco produttivo e più soggetto a malattie. Potare correttamente il rovo significa guidare la crescita, stimolare la fruttificazione, facilitare la raccolta e migliorare la circolazione dell'aria tra i rami.
Quando potare
Ci sono due momenti principali per intervenire:
- Fine inverno/inizio primavera (febbraio-marzo): è il periodo della potatura secca, da effettuare prima della ripresa vegetativa. Si interviene sui rami dell'anno precedente e si preparano i polloni per la nuova stagione
- Dopo la raccolta (autunno): si eliminano alla base tutti i tralci che hanno fruttificato, ormai esauriti e destinati a seccare
Esiste anche la cosiddetta potatura verde (estiva), che consiste nell'eliminare polloni e rami improduttivi 20-25 giorni prima della raccolta per favorire una corretta maturazione dei frutti e concentrare le energie della pianta. Per avere sempre chiaro il momento giusto di intervenire, consulta anche il nostro calendario per la potatura degli alberi da frutto.
Come potare passo dopo passo
Ora che hai compreso l'importanza della potatura, ecco come procedere concretamente:
- Elimina alla base tutti i tralci che hanno già fruttificato (sono i rami del secondo anno, ormai esauriti)
- Seleziona 3-5 nuovi polloni vigorosi per pianta, eliminando quelli in eccesso
- Cima i polloni selezionati a un'altezza di circa 180 cm
- Accorcia i getti laterali lasciando circa 3 gemme per ciascuno
- Lega i rami produttivi in orizzontale o ad arco lungo i fili di sostegno: questa tecnica stimola la ramificazione laterale e aumenta sensibilmente la produzione di frutti
- Utilizza sempre cesoie da potatura affilate e pulite per evitare di trasmettere malattie. Per le varietà con spine, guanti pesanti sono indispensabili
Per la Navaho, essendo a portamento eretto, la potatura è più semplice: basta cimare i polloni quando raggiungono circa 100-120 cm per stimolare la ramificazione laterale, senza bisogno di legarli a sostegni. Se non hai ancora l'attrezzatura giusta, dai un'occhiata alla nostra guida sugli attrezzi per potatura per scegliere quelli più adatti.
Potatura delle varietà rifiorenti
Se hai scelto una varietà rifiorente, hai due opzioni:
- Produzione concentrata: taglia tutti i tralci a filo del suolo a fine inverno. La pianta fruttificherà solo in autunno, ma con una produzione molto abbondante e di qualità. È la scelta degli agricoltori professionali
- Doppia produzione: dopo la raccolta autunnale, cima i tralci che hanno fruttificato e lascia 4-5 tralci per la produzione estiva dell'anno successivo. In questo modo avrai more sia in estate sia in autunno, anche se in quantità minore per ciascun periodo
Per il giardino privato ti consigliamo la seconda opzione: avere more fresche per un periodo più lungo è sicuramente più gratificante.
Quando e come raccogliere le more
Il periodo di raccolta delle more varia da varietà a varietà, ma in generale si colloca tra luglio e settembre, estendendosi fino a ottobre per alcune cultivar come la Chester Thornless e la Loch Ness. La Loch Tay anticipa a giugno-luglio, mentre la Navaho produce tra luglio e agosto.
Un aspetto fondamentale da comprendere è che la maturazione è scalare: i frutti non maturano tutti insieme, ma progressivamente nell'arco di diverse settimane. Questo significa che dovrai effettuare più passaggi di raccolta, ma anche che potrai goderti more fresche per un periodo prolungato.
Come capire se le more sono pronte? Ecco i segnali da osservare:
- Il colore deve essere nero uniforme (le more rosse o rossastre sono ancora acerbe)
- La consistenza deve essere morbida al tatto
- Il frutto deve staccarsi quasi da solo con una leggera rotazione del polso
- Se devi tirare forte, la mora non è ancora matura: lasciala sulla pianta qualche giorno in più
Attenzione: una mora troppo acerba risulterà decisamente acida (un problema frequente soprattutto con Thornfree e Black Satin se raccolte in anticipo), mentre una mora troppo matura inizia a fermentare direttamente sulla pianta. Il momento giusto della raccolta è determinante per il sapore.
Se hai seguito il nostro consiglio di abbinare Loch Tay (precoce) con Loch Ness o Chester (tardive), potrai goderti una finestra di raccolta che va da giugno fino a ottobre: praticamente tutta la bella stagione.
Malattie e parassiti della pianta di more
Le malattie più comuni
Nonostante la sua rusticità, la pianta di more può essere colpita da alcune problematiche fitosanitarie che è bene conoscere per intervenire tempestivamente:
- Muffa grigia (Botrytis cinerea): è la malattia più frequente e colpisce soprattutto i frutti. Viene favorita dall'umidità eccessiva e dall'irrigazione a pioggia, motivo per cui ti abbiamo consigliato l'impianto a goccia
- Verticillosi (Verticillium): provoca l'avvizzimento progressivo delle foglie prima e della pianta poi. Un problema serio che richiede intervento rapido
- Antracnosi (Colletotrichum): si manifesta con maculature grigio-brune su tutti gli organi della pianta ed è favorita da condizioni caldo-umide
- Peronospora, Septoria e Phragmidium: malattie fogliari che possono indebolire la pianta se trascurate
- Virus del mosaico (RMDV): è una malattia virale che purtroppo non può essere curata. Le piante infette devono essere rimosse completamente per salvare il resto della coltivazione
Nota bene: la Mora Drusilla si distingue per un'ottima resistenza alle principali malattie fungine, un vantaggio importante per chi preferisce ridurre al minimo i trattamenti.
I parassiti più frequenti
Sul fronte dei parassiti, ecco quelli a cui prestare maggiore attenzione:
- Afidi: sono i più comuni e causano danni soprattutto durante il periodo della fioritura
- Eriofide del rovo: un acaro specifico che attacca i tralci e i frutti
- Ragnetto rosso e ragnetto giallo: infestano la parte inferiore delle foglie, indebolendo la pianta
- Bruchi: possono danneggiare foglie e germogli
Rimedi naturali e biologici
Se preferisci una coltivazione con prodotti biologici (e noi di Quadrifoglio Garden ti incoraggiamo in questa direzione), esistono diversi rimedi naturali efficaci:
- Olio di Neem: è il rimedio naturale per eccellenza contro afidi e parassiti in generale. Va spruzzato sulle parti colpite, preferibilmente nelle ore serali
- Soluzione di acqua e bicarbonato: ottima contro la muffa grigia e altre infezioni fungine
- Aglio e tabacco: piantare qualche pianta di aglio attorno ai rovi funziona come repellente naturale per tenere lontani gli ospiti indesiderati
- Bacillus thuringiensis: efficace contro bruchi e larve, agisce in modo mirato senza danneggiare gli insetti utili
La prevenzione resta però la strategia migliore: una buona potatura che favorisca la circolazione dell'aria, l'irrigazione a goccia che evita di bagnare foglie e frutti, e l'utilizzo di piante sane acquistate da vivai qualificati sono le basi per una coltivazione sana e produttiva.
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Proprietà e benefici delle more
Oltre alla soddisfazione di coltivarle, le more sono un vero e proprio concentrato di benessere. Con appena 42 kcal per 100 grammi, sono perfette anche per chi segue una dieta ipocalorica, e il loro profilo nutrizionale le ha fatte guadagnare la definizione di superfood.
Ecco cosa contengono:
- Vitamina C: fondamentale per il sistema immunitario e per la formazione del collagene, che contribuisce alla salute di vasi sanguigni, ossa, cartilagini e gengive
- Vitamina K: importante per la salute delle ossa e per regolare i meccanismi di coagulazione sanguigna
- Vitamina E: protegge la pelle dall'invecchiamento
- Vitamine del gruppo B e acido folico: essenziali per il metabolismo energetico
- Sali minerali: ferro, potassio, fosforo, rame e manganese in quantità significative
- Antiossidanti: antociani, polifenoli, flavonoidi e luteina che contrastano i radicali liberi
- Fibre e pectine: favoriscono la digestione e il benessere intestinale
- Acidi organici: acido malico, citrico e tartarico
Le more vantano anche un basso contenuto di zuccheri, aiutano a combattere stress e stanchezza e recenti studi hanno evidenziato benefici persino per la salute orale, grazie alla capacità di ridurre i batteri nocivi senza influire sulla flora batterica benefica.
In cucina le possibilità sono infinite: dal consumo fresco alla preparazione di marmellate, confetture, succhi, tisane, torte, cheesecake e macedonie. Se il raccolto è davvero abbondante, potresti anche cimentarti nella preparazione di un liquore ai frutti di bosco fatto in casa. Le more si prestano perfettamente anche alla conservazione in congelatore.
Coltiva le tue more con Quadrifoglio Garden
A questo punto hai a disposizione tutte le informazioni necessarie per iniziare a coltivare la tua pianta di more con successo, che tu abbia un giardino spazioso o un semplice balcone in città.
Ricapitoliamo i punti chiave:
- Le more senza spine sono la scelta ideale per la coltivazione domestica: più sicure, più produttive e più facili da gestire
- La scelta della varietà fa la differenza: Navaho per chi ha poco spazio, Loch Ness per una raccolta prolungata, Loch Tay per frutti precoci e dolcissimi, Chester per le zone fredde, Drusilla per il clima mediterraneo
- La potatura regolare è il segreto per una produzione abbondante e una pianta sana
- I rimedi naturali come l'olio di Neem e il bicarbonato ti permettono di coltivare in modo biologico senza rinunciare alla salute della pianta
Noi di Quadrifoglio Garden siamo a tua disposizione per aiutarti a scegliere la varietà più adatta alle tue esigenze. Nel nostro vivaio e e-commerce trovi un'ampia selezione di piante da frutto pronte per la messa a dimora, insieme a tutti gli attrezzi per la potatura e i prodotti per la cura delle tue piante.
Se invece cerchi un servizio professionale per il tuo giardino a Torino e in Piemonte, scopri i nostri servizi di progettazione giardini e potatura degli alberi da frutto: il nostro team è pronto ad affiancarti in ogni fase, dalla pianificazione alla cura del verde.
Domande frequenti sulla pianta di more
Dove piantare la pianta di more?
La pianta di more va collocata in una posizione soleggiata (almeno 6-8 ore di luce diretta al giorno), su un terreno sciolto, leggermente acido e ben drenato, al riparo dai venti freddi e lontano da zone soggette a ristagni idrici.
Come si chiama la pianta di more?
La pianta di more si chiama rovo e il suo nome scientifico è Rubus ulmifolius (rovo selvatico) o Rubus fruticosus (rovo coltivato), ed appartiene alla famiglia delle Rosaceae.
In che mese si piantano le more?
Il periodo migliore per piantare le more è l'autunno (ottobre-novembre) nelle regioni centro-meridionali, oppure la fine dell'inverno (febbraio-marzo) al Nord Italia e in Piemonte, per evitare il rischio di gelate tardive.
Quanto diventa grande una pianta di more?
Una pianta di more può sviluppare tralci lunghi da 2 a 5 metri a seconda della varietà, mentre le cultivar a portamento eretto come la Navaho restano più compatte e raggiungono circa 1,5-2 metri di altezza.
Le more sono arbusti?
Sì, la pianta di more è un arbusto perenne che ogni anno produce dalla base nuovi polloni (i tralci che porteranno i frutti), con foglie decidue che cadono in autunno e fiori che sbocciano sui rami del secondo anno.
Come riprodurre una pianta di more?
La pianta di more si riproduce facilmente per propaggine (interrando una porzione di tralcio che radica in modo naturale) oppure per talea, prelevando un segmento di ramo e facendolo radicare in un substrato umido.
Quali sono le more più buone?
Tra le varietà più apprezzate per dolcezza e sapore spiccano la Mora Navaho (molto dolce e aromatica), la Loch Tay (considerata tra le migliori per il consumo fresco) e la Drusilla (selezione italiana con frutti grandi e dal gusto intenso).
Dove piantare le more in giardino?
In giardino le more vanno piantate lungo i bordi, i muri di recinzione o su spalliere, in una zona ben soleggiata e con terreno drenante, lasciando almeno 1,5-3 metri tra una pianta e l'altra a seconda della varietà scelta.
Cosa non piantare vicino alle more?
È sconsigliato piantare vicino alle more altre Rosaceae come fragole, lamponi e rose, poiché condividono gli stessi parassiti e malattie fungine (in particolare la verticillosi), aumentando il rischio di contagio reciproco.
Quali sono le controindicazioni alle more?
Le more non presentano controindicazioni particolari, ma il loro contenuto di acidi organici e fibre può risultare irritante per chi soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo o intestino sensibile, e i piccoli semi possono creare fastidio a chi è soggetto a diverticolosi.
Le more alzano la glicemia?
Le more hanno un basso indice glicemico (circa 25) e un contenuto di zuccheri ridotto (solo 4,9 g per 100 g), il che le rende uno dei frutti più adatti anche per chi deve tenere sotto controllo i livelli di glicemia.