Il Gin è stato fatto in casa per secoli. Noi vi proponiamo due semplici varianti, di cui una risulterà più delicata, ma in ogni caso entrambi i liquori saranno degli ottimi digestivi!
Ovviamente non è possibile distillarlo senza un alambicco, ma creare il proprio spirito che possa essere chiamato “gin” è possibile. Data la mancata distillazione finale non avrà la tipica limpidità incolore, anzi potrà presentare un colore giallognolo/aranciato in base alle aromatiche utilizzate, ma non c’è da preoccuparsi, questo non comprometterà il sapore finale.
| Ingredienti necessari: • 2/3 cucchiai di bacche di ginepro • 1 lt di Grappa Preparazione: |
Curiosità
La bacca del ginepro ha una storia molto ricca che risale fin ai tempi degli Egizi quando si usava il ginepro come diuretico, mentre Catone Censore nel De Re Rustica, scriveva di come il vino medicamentoso ricavato dalle bacche di ginepro venisse utilizzato per guarire le sciatiche o ancora ai tempi di Virgilio che definì la pianta Juniperus riferendosi ad una terminologia celtica per mettere in evidenza il carattere aspro e penetrante dei frutti.
Questa asprezza venne molto sfruttata come correttivo di cibi quali la selvaggina 0 i crauti ma soprattutto nel suo impiego per preparare importanti liquori come il Gin e il Vermouth.
Lo stesso sapore forte e penetrante del ginepro si addice quanto mai ad aromatizzare una grappa tanto che la stessa fa parte delle grappe comunemente preparate dalla gente di montagna.