Grappa al Lauroceraso: scopri subito la ricetta, la preparazione e alcune curiosità

Una grappa di lauroceraso è decisamente un buon digestivo e antispasmodico, tanto più che ha anche un gradevole sapore che ricorda lo Cherry e uno stupendo colore bruno.

Ingredienti necessari per fare la grappa al Lauroceraso


• 1 kg di frutti maturi
• 250 g di sciroppo di zucchero
• 1 limone
• 1 litro di grappa

Preparazione della grappa al Lauroceraso


* Non schiacciare i frutti. Raccogliere una volta maturi (saranno scuri)
Mettere in un contenitore: 1 kg di frutti ben maturi interi, 250 g di sciroppo di zucchero, la scorza di un intero limone ed un litro di grappa. Lasciare il tutto a macerare al sole per 2 mesi. Dopodiché si dovrà filtrare per bene e lasciare a stagionare in un posto fresco per altri due mesi.Per fare lo sciroppo di zucchero mettere dell’acqua e dello zucchero, in rapporto 7:3, in un pentolino e mescolare continuamente a fuoco basso finché lo zucchero non si sarà sciolto e l’acqua sarà diventata più densa, pur mantenendo la sua trasparenza (non deve caramellare). Una volta raffreddato potrete unire alla grappa.

Curiosità sulla grappa al Lauroceraso

I frutti con una somiglianza alle ciliegie e le foglie che richiamano all’alloro sono responsabili del nome dato a questa specie: Lauroceraso (Prunus laurocerasus). Questa pianta appartiene alla famiglia delle rosacee ed è pertanto un membro primario, il quale, secondo alcuni studiosi, sembra avere origini nel Medio Oriente e fu importato in Europa nel 1546, diffondendosi in qualità di pianta ornamentale. Tuttavia, alcuni autori contraddicono questa teoria, sostenendo che il Lauroceraso fosse ben noto ai tempi dei Romani, tanto che Plinio ne descrisse in modo dettagliato le proprietà toniche dell’acqua da esso derivata.

L’Acqua Coobata di lauroceraso, prodotta mediante la distillazione delle sue foglie, gode di una notorietà che risale al XVIII secolo ed è l’unico esemplare di acqua coobata ancora in uso. Tuttavia, un’eccessiva assunzione di questa acqua può condurre a un’intossicazione, poiché contiene una sostanza denominata laurocerasina, la quale, a causa dell’azione di un enzima diastasico presente nel tratto digestivo, può scindersi liberando acido cianidrico. Nell’ambito farmaceutico, viene utilizzata con cautela come sedativo per dolori gastrici, come lenitivo per la tosse e nelle nevralgie. Inoltre, viene impiegata esternamente per affrontare dermatosi pruriginose.

Ciò è dovuto all’alto contenuto di acido cianidrico che rende questa pianta tossica sia per gli esseri umani che per gli animali domestici, in caso di ingestione accidentale. Tuttavia, il frutto, soprattutto la sua polpa succosa, contiene tracce di acido cianidrico, ma in quantità così minime da non destare preoccupazioni. Anzi, queste tracce di laurocerasina (riconoscibili per un lieve retrogusto di mandorle amare) possono essere considerate utili da un punto di vista terapeutico.